Illuminazione Design: la luce come elemento di design

Il design non è arte pura, e neppure una teoria, le idee vengono dalla necessità. Il design innovativo fonde materiali classici con quelli di nuova generazione e sfrutta a pieno gli apparecchi che diventano parte integrante del progetto architettonico. Un attento utilizzo di sorgenti alogene, oramai in disuso, può diventare una valida alternativa a tecnologie più avanzate. In questa sezione sono presenti progetti di apparecchi di illuminazione, sistemi illuminotecnici installati all'interno di arredi e installazione di apparecchi in contesti scenografici.

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Achille Castiglioni diceva: “Il designer è colui che lavorando in équipe progetta e realizza oggetti veri per dei bisogni reali. Il designer non deve fare dello stile e tanto meno della moda. Il designer non è un’artista estroso. Il metodo di lavoro del designer è molto diverso da quello dell’artista (e qui intendo l’artista che produce opere rare per sé stesso oppure per una élite). Il designer produce oggetti in serie per la comunità”. Questa frase rispecchia perfettamente la nostra filosofia, la luce è un servizio e non un elemento accessorio o artistico.

Tra i pionieri del design industriale italiano troviamo Luigi Fontana, quando fonda Fontana Arte per la produzione di oggetti di arredo e di lampade. Fin dagli inizi degli anni 30 chiama a cooperare architetti come Gio Ponti, innescando collaborazioni tra diverse figure professionali, rinnovando anche le industrie, ma soprattutto la produzione di apparecchi di illuminazione con l'utilizzo di materie innovative. Ogni materia ha in sé tutta la potenza espressiva che la psicologia dell’architetto/designer deve sfruttare: colore, aspetto, durezza, elasticità, peso e perfino odore.

La luce inizia a interagire con la materia, nascono così le prime aziende che producono apparecchi di illuminazione in collaborazione con architetti e designer. La figura di Gino Sarfatti ha ricoperto un ruolo fondamentale in questo passaggio, con le sue competenze e la sua educazione alla razionalità ha combinato con simbiosi tecnica e arte. Un altro esempio di simbiosi tra arte e tecnica è la trasformazione di un oggetto in icona che va oltre il suo design. Si pensi alla lampada Luxo, disegnata da Jac Jacobsen ormai un classico del design sempre attuale, scelta dalla Pixar come simbolo e resa protagonista del suo cortometraggio.

L’oggetto di design nasce da un progetto, che tiene conto del rapporto tra funzione e estetica, della produzione in serie e della distribuzione, poiché il successo di un prodotto dipende dalle vendite. Nel design innovativo oltre alla ricerca di materiali di nuova fattura, va considerato anche lo sviluppo della ricerca di nuove sorgenti, come i LED o gli OLED. Con la nascita delle sorgenti LED il mercato degli apparecchi di illuminazione e dell'illuminazione di design ha cambiato quindi prospettiva, cercando di abbandonare l'utilizzo di lampade "obsolete" e dando vita al così detto "refitting", ossia la sostituzione negli apparecchi già in produzione delle "vecchie" sorgenti con quelle a LED.

L'avvento del LED tuttavia ha portato anche alcuni benefici, come l'abbattimento dei consumi energetici, dei costi di manutenzione dovuti alla maggiore durata, ed essendo una sorgente puntiforme ha dato la possibilità di creare apparecchi dal design e dalle dimensioni ridotte.

Non ultima, nella progettazione di apparecchi di illuminazione, è l’ottica che ne ricopre un ruolo importante, insieme all’involucro e alla sorgente. Gli apparecchi vengono selezionati osservando la distribuzione della luce rappresentata dalla curva fotometrica, che indica in quale direzione e con quale intensità un apparecchio emette la luce. Un esempio, dove l’ottica può giocare un ruolo predominante rispetto al suo rivestimento, è quello dei proiettori usati per l’illuminazione stradale.

Per ottimizzare sia in termini economici sia ambientali un sistema di illuminazione occorre utilizzare un ottica in grado di massimizzare il flusso luminoso emesso in relazione al compito visivo e ridurre l’impiego di potenza elettrica, oltre a utilizzare tecnologie capaci di ottimizzare il ciclo di vita. Seguendo questi concetti, nella realizzazione del progetto di un apparecchio di illuminazione stradale, l’ottica è stata sviluppata seguendo le linee guida della normativa, considerando che la distanza tra i punti luce debba essere 3,7 volte l’altezza del palo. L’aspetto della sicurezza è molto importante nell’illuminazione stradale e proprio per questo è necessario osservare le norme in riferimento all' intensità luminosa, all'uniformità e all'abbagliamento.

Lampada Mitic | Apparecchi di illuminazione

Come dicevamo, a volte gli apparecchi di illuminazione nascono non dà un'idea, ma dallo sviluppo di un progetto. Questo è il classico esempio della lampada Mitic, progettata per un preciso spazio. Come affermava il grande designer Bruno Munari "il quadrato, il cerchio e il triangolo equilatero, sono le tre forme basilari per lo studio delle strutture, delle forme, della modulazione e della accumulazione. La conoscenza delle caratteristiche e delle possibilità di queste forme basilari, permette al progettista di progettare con maggiore facilità e competenza".

La forma circolare ha un forte potere magnetico perché attira l’occhio dell’osservatore. Il cerchio è una figura che trasmette dinamicità; la sua forma ricorda il movimento immutabile e perfetto, senza inizio e senza fine, senza variazione, come la luce che si vuole creare con questa lampada. Tutto nasce dall’idea del vuoto, evocando i cerchi delle macchine in vendita nel salone, viene data forma allo spazio con la luce che diventa simbolo e icona di Miticauto.

La lampada ha una struttura dal diametro importante 1.7M, realizzata con un estruso a sezione rettangolare in ferro della lunghezza di circa 5.5M, con fori per la dissipazione del calore e lavorata con un processo di calandratura. La sorgente a LED, appositamente studiata, garantisce una luce diffusa, con valori di illuminamento consoni all'attività svolta nello showroom.