Illuminazione Musei: il lighting design a servizio dell’arte

In un museo la luce dovrebbe essere messa al servizio dell'unica protagonista: l'opera d'arte. Un'attenta progettazione utilizza la luce come lo strumento per esaltare i giochi di ombre e accompagnare lo spettatore nella lettura quanto più fedele possibile dell'opera. La luce in questi casi ha dunque la funzione di valorizzarne i dettagli mantenendo al contempo la visione architettonica d'insieme.

Nella sezione musei sono presenti progetti di esposizioni temporanee, progetti di esposizioni permanenti e progetti di musei a cielo aperto. Ogni progetto di illuminazione di musei racchiude una sua filosofia, una storia, un suo percorso, delle suggestion che portano allo sviluppo di un concept, con l’obiettivo di trovare sempre soluzioni non invasive rispetto allo spazio espositivo, in accordo con le altre figure professionali e la committenza.

Isgrò Exhibition sala espositiva - Illuminazione Musei
Trento MUSE Science Museum prospetto frontale notturno - illuminazione musei
Triennale Palace Pierluigi Ghianda Exhibition dettaglio esposizione - illuminazione musei
Gae Aulenti Exhibition schede visita - Illuminazione Musei
Mantova Te Palace Civic Museum sala dei cavalli illuminata - illuminazione musei
Rome Imperial Forums illuminazione notturna - illuminazione musei
Ex St. Francis Church Silvano Bulgari Exhibitio vista d'insieme illuminazione esposizione
Royal Palace Artemisia Gentileschi Exhibition sala espositiva
Baths of Diocletian I Segreti del Cielo Cascella Exhibition a Roma vista d'insieme - illuminazione musei
Schifanoia Palace The Months Hall sala grande - illuminazione musei

La progettazione dell' illuminazione museale ha la funzione di rendere visibili spazi, volumi e superfici, sottolineandone l’architettura. Dobbiamo sempre considerare che esistono degli illuminamenti indicativi per una buona conservazione degli oggetti, per esempio, esistono materiali estremamente sensibili alla luce, come le sete, i tessuti in generale, opere d’arte su carta, cuoio, piume; materiali moderatamente sensibili alla luce come pitture a olio e affreschi; materiali relativamente sensibili alla luce come metallo, pietre, ceramica e vetro.

Lo studio del progetto si deve spingere fino alla scelta delle soluzioni ottiche più performanti per il soggetto o il luogo da illuminare, che rispondano al meglio alle esigenze architettoniche imposte dai vincoli ambientali e strutturali. Soprattutto nei luoghi di culto, a volte veri e propri musei, iniziamo a trovare, sempre più spesso, dispositivi per limitare la durata o l’illuminamento sulle opere d’arte, ad esempio come per le opere di Tintoretto, nella Chiesa di San Rocco a Venezia.

Importante è la presenza di un variatore automatico di luminosità con un dispositivo a tempo, per evitare gli shock termici ripetuti e le brusche variazioni di luminanza. Non dimenticando l’attività che si svolge all’interno dello spazio chi si sta progettando.

Ci si confronta con lo spazio esistente, determinandone quindi le scelte progettuali, come negli allestimenti temporanei, le illuminazioni museali saranno influenzate dalla durata dell’esposizione. La durata e lo spazio della mostra determineranno le caratteristiche delle scelte progettuali. Spesso, soprattutto negli spazi espositivi come ad esempio Palazzo Reale a Milano, succede che vengano utilizzate le lampade esistenti, con l’integrazione di qualche apparecchio, ritenuto necessario al fine del progetto.

Un altro fatto curioso è che le esposizioni temporanee, in alcune occasioni, vengono fatte in ambienti che non sono spazi destinati all’esposizione di opere, ma sono location particolari come ad esempio: la mostra dell’artista Emilio Isgrò allestita in un caveau della banca e nella casa di Alessandro Manzoni a Milano; in questo caso è l'opera che si deve inserire nel contesto, così come l’illuminazione.

Esposizione permanente │ Illuminazione museale

Un esempio di esposizione permanente è il progetto della “Sala dei mesi”, Palazzo Schifanoia a Ferrara. In questo caso, essendo uno spazio con molti vincoli dettati dalla sovrintendenza dei beni culturali, il progettista ha ideato un sistema di illuminazione non invasivo ma che entrasse in armonia con l’architettura esistente, non alterando così soffitti e pareti, che hanno il veto di essere toccate. 

L’impianto di illuminazione utilizza un unico apparecchio, appositamente progettato: una colonna in titanio alta 85 cm, a base rettangolare alloggia le sorgenti LED con ottica incorporata. Le 28 colonne sono disposte perimetralmente alla sala, collegate tra loro dal cavo di alimentazione che conferisce unitarietà visiva e serve da “mise a distance” per il pubblico.

L'illuminazione museale è, spesso, la ricerca della migliore mediazione fra esigenze contrastanti. La progettazione illuminotecnica in un edificio di grande prestigio, che ospita opere importanti, rappresenta da questo punto di vista un esempio emblematico. Contrastanti sono le esigenze di illuminazione delle due fruizioni istituzionali di un museo, quella di esporre e quella di conservare: se il completo godimento delle opere richiede una determinata quantità di luce, le esigenze di conservazione impongono al contrario grande cautela e moderazione, per limitare al massimo il degrado che una non corretta illuminazione può causare.

Contrastanti sono le esigenze della illuminazione architettonica, quindi dell’edificio contenitore, con quelle dell’illuminazione espositiva cioè delle opere, del contenuto. Contrastanti sono, infine, le esigenze di una moderna gestione, efficiente ed economica, con quelle di una restituzione ottimale delle opere esposte: le lampade con la migliore resa cromatica possono essere penalizzanti in termini energetici. 

L’equilibrio di un buon progetto di illuminazione museale sta dunque nella ricerca di soluzioni che soddisfino al meglio tutte le esigenze, senza scendere in compromessi che, nel tentativo di risolvere, lascino insoddisfatte alcune necessità. La mediazione fra esigenze contrastanti, ultimamente è spesso al centro dello sviluppo del progetto di illuminazione.

Esposizione temporanea │ Illuminazione musei

Un esempio di esposizione temporanea è la mostra “Gae Aulenti. Gli oggetti e gli spazi” alla Triennale Design Museum di Milano.
Durante la realizzazione del progetto illuminotecnico, il lighting designer, deve confrontarsi con il curatore della mostra e con il concept del percorso espositivo. Il curatore è una figura importante poiché ha la funzione di ideare, collocare e presentare le opere seguendo il messaggio del progetto originario voluto dall'artista.

Gli allestimenti temporanei sono caratterizzati da strutture non sempre definitive che devono soddisfare tutti i requisiti tecnici. Ogni allestimento è pensato su misura per la singola esposizione, di conseguenza non sempre è intercambiabile con altre esposizioni, anche se nella realtà, molti usano sempre la stessa tipologia di illuminazione, ad esempio proiettori su binario, per più mostre con diverse tematiche.

Il progetto illuminotecnico si potrà interfacciare con le ultime tecnologie multimediali, che consentono al visitatore di vivere un’esperienza emozionale, che spesso coinvolge tutti i sensi, dalla vista, al tatto, all’olfatto, all’interazione fisica con l’opera.

Esposizione a cielo aperto │ Illuminazione musei

Un esempio di esposizione a cielo aperto è quella dei “Fori Imperiali” a Roma, l’intera aerea archeologica del Foro Imperiale Palatino è parte integrante del tessuto urbano. Vengono installate alcune postazioni al di fuori dell’area archeologica con gruppi di proiettori con ottiche controllate, con sorgenti ad elevata resa cromatica e alto rendimento.

Il progetto della Via Sacra prevede una nuova concezione della transenna che farà da supporto per la distribuzione elettrica e avrà integrato un sistema di illuminazione con apparecchi a LED. Durante lo sviluppo del progetto si devono tenere in considerazione i parametri imposti dalle normative, che variano dal materiale che compone la singola opera, poiché non dobbiamo dimenticare che la qualità della luce è importante, in quanto, con le sue radiazioni, siano esse di origine artificiale che naturale, è anche una delle principali cause del processo di degrado cui tutti i beni culturali sono, in varia misura, inesorabilmente esposti.

Risulta quindi fondamentale una buona pianificazione dell' illuminazione museale affinché il patrimonio culturale venga salvaguardato e contemporaneamente offrire il pieno godimento dell’opera d’arte.