La mostra di Emilio Isgrò, a cura di Marco Bazzini, si sviluppa attraverso i seguenti spazi espositivi: il complesso del Museo di Santa Giulia ospita nel Chiostro rinascimentale, "L’armonium delle allodole impazzite", nelle sale espositive del Museo troviamo l'inedito ciclo di dipinti dal titolo "Brixia come Atene". Nella sala centrale del Capitolium, un vero e proprio museo epigrafico che presenta l’opera "Le api di Virgilio". Inoltre fino al 3 luglio è possibile vedere lo spettacolo "Didone Adonais Domine" di Emilio Isgrò nel Teatro romano parte del Parco archeologico di Brescia romana.
Il progetto espositivo dal titolo "Isgrò cancella Brixia" pone in dialogo l’archeologia e l’arte contemporanea, la storia e il presente, la cultura classica e la sua persistenza nel nostro tempo e si compone di installazioni monumentali (fisiche e digitali).
La progettazione illuminotecnica ha come protagonista "L'armonium delle allodole impazzite" si tratta di un enigmatico e monumentale strumento musicale, sul cui perimetro corre una sequenza di tasti di pianoforte, installato al centro del Chiostro, mentre lungo il perimetro dei portici vengono installate delle gabbiette con diversi design e dimensioni. Nel silenzio del luogo risuona l’aria della Casta diva dalla Norma di Vincenzo Bellini, una delle opere più potenti della tradizione lirica italiana, ambientata nelle Gallie romane.
All'interno, solo di una piccola selezione delle gabbiette, vengono installati degli apparecchi di illuminazione di tipo proiettori. Fare luce non significa dissolvere il buio, ma, al contrario, aggiungere un valore più forte e coinvolgente alla realtà stessa. Infatti, creando effetti di luce e ombra, si possono generare emozioni e sensazioni diverse, scoprire nuove realtà, che rendono l'interpretazione dello spazio un'esperienza profondamente personale. Mentre il volume e le forme dello Ziggurat vengono evidenziate con illuminazione esterni tramite due proiettori.
Committente:
Piero Castiglioni
Collaborazioni:
Emilio Isgrò
Marco Bazzini
Foto Courtesy:
Emilio Isgrò
Anno:
2022
La mostra di Emilio Isgrò, a cura di Marco Bazzini, si sviluppa attraverso i seguenti spazi espositivi: il complesso del Museo di Santa Giulia ospita nel Chiostro rinascimentale, "L’armonium delle allodole impazzite", nelle sale espositive del Museo troviamo l'inedito ciclo di dipinti dal titolo "Brixia come Atene". Nella sala centrale del Capitolium, un vero e proprio museo epigrafico che presenta l’opera "Le api di Virgilio". Inoltre fino al 3 luglio è possibile vedere lo spettacolo "Didone Adonais Domine" di Emilio Isgrò nel Teatro romano parte del Parco archeologico di Brescia romana.
Il progetto espositivo dal titolo "Isgrò cancella Brixia" pone in dialogo l’archeologia e l’arte contemporanea, la storia e il presente, la cultura classica e la sua persistenza nel nostro tempo e si compone di installazioni monumentali (fisiche e digitali).
La progettazione illuminotecnica ha come protagonista "L'armonium delle allodole impazzite" si tratta di un enigmatico e monumentale strumento musicale, sul cui perimetro corre una sequenza di tasti di pianoforte, installato al centro del Chiostro, mentre lungo il perimetro dei portici vengono installate delle gabbiette con diversi design e dimensioni. Nel silenzio del luogo risuona l’aria della Casta diva dalla Norma di Vincenzo Bellini, una delle opere più potenti della tradizione lirica italiana, ambientata nelle Gallie romane.
All'interno, solo di una piccola selezione delle gabbiette, vengono installati degli apparecchi di illuminazione di tipo proiettori. Fare luce non significa dissolvere il buio, ma, al contrario, aggiungere un valore più forte e coinvolgente alla realtà stessa. Infatti, creando effetti di luce e ombra, si possono generare emozioni e sensazioni diverse, scoprire nuove realtà, che rendono l'interpretazione dello spazio un'esperienza profondamente personale. Mentre il volume e le forme dello Ziggurat vengono evidenziate con illuminazione esterni tramite due proiettori.
Committente:
Piero Castiglioni
Collaborazioni:
Emilio Isgrò
Marco Bazzini
Foto Courtesy:
Emilio Isgrò
Anno:
2022
Altri Progetti
Altri Progetti
Questa sezione raccoglie una selezione rappresentativa dei progetti di progettazione illuminotecnica realizzati in ambito architettonico, museale, urbano, culturale, retail, hospitality e infrastrutturale, in Italia e all’estero. La galleria documenta interventi eterogenei per scala, funzione e contesto, accomunati da un approccio alla luce inteso come strumento di interpretazione dello spazio, capace di dialogare con architettura, opere d’arte, paesaggio e uso contemporaneo.
I progetti presentati spaziano da musei, fondazioni e mostre temporanee a edifici storici, luoghi di culto, spazi pubblici e complessi urbani, fino a sedi direzionali, residenze private, yacht e masterplan di illuminazione. In ciascun intervento, la luce è progettata come materia controllata, calibrata sulle caratteristiche del luogo, sulle esigenze funzionali e sulla qualità percettiva dell’esperienza.
Nel loro insieme, i lavori raccolti restituiscono una visione della progettazione illuminotecnica come processo integrato, in cui rigore tecnico, sensibilità culturale e attenzione al contesto concorrono alla costruzione di identità, orientamento e valore spaziale. La galleria si configura così come una mappa progettuale, capace di mostrare come la luce possa assumere ruoli differenti — discreti o dichiarati — mantenendo sempre coerenza, misura e consapevolezza progettuale.
Questa sezione raccoglie una selezione rappresentativa dei progetti di progettazione illuminotecnica realizzati in ambito architettonico, museale, urbano, culturale, retail, hospitality e infrastrutturale, in Italia e all’estero. La galleria documenta interventi eterogenei per scala, funzione e contesto, accomunati da un approccio alla luce inteso come strumento di interpretazione dello spazio, capace di dialogare con architettura, opere d’arte, paesaggio e uso contemporaneo.
I progetti presentati spaziano da musei, fondazioni e mostre temporanee a edifici storici, luoghi di culto, spazi pubblici e complessi urbani, fino a sedi direzionali, residenze private, yacht e masterplan di illuminazione. In ciascun intervento, la luce è progettata come materia controllata, calibrata sulle caratteristiche del luogo, sulle esigenze funzionali e sulla qualità percettiva dell’esperienza.
Nel loro insieme, i lavori raccolti restituiscono una visione della progettazione illuminotecnica come processo integrato, in cui rigore tecnico, sensibilità culturale e attenzione al contesto concorrono alla costruzione di identità, orientamento e valore spaziale. La galleria si configura così come una mappa progettuale, capace di mostrare come la luce possa assumere ruoli differenti — discreti o dichiarati — mantenendo sempre coerenza, misura e consapevolezza progettuale.