L’intera area archeologica dei Fori Imperiali sul Palatino è un museo a cielo aperto integrato nel tessuto urbano della città. Il complesso progetto di conservazione è stato caratterizzato da un nuovo sistema di illuminazione progettato per rendere il sito visibile dal Campidoglio e dal camminamento su via dei Fori Imperiali, e per illuminare i camminamenti all’interno della via Sacra. I vincoli del progetto sono stati definiti come: rispetto dell’integrità del sito e dei reperti archeologici e rispetto delle normative in materia di patrimonio storico, sicurezza e legislazione ambientale. Il concept del lighting design porta alla seguente soluzione. Le stazioni di illuminazione sono state installate all’esterno delle aree archeologiche con gruppi di lampade proiettanti che controllano l’ottica, la forma e le ombre proiettate, l’abbagliamento e la dispersione del flusso luminoso, utilizzando fonti di eccezionale resa cromatica. Questi apparecchi remoti sono nascosti il più possibile alla vista, prestano particolare attenzione alla facilità di gestione e manutenzione e forniscono valori di luminanza misurati per ogni singolo monumento, illuminandoli in armonia con il loro ambiente archeologico. Il patrimonio culturale è costituito dai beni archeologici, architettonici, dai beni paesaggistici, e dai beni mobili. Quando diventano oggetto di progetto è interessante sviluppare la progettazione illuminotecnica per un luogo che in origine non lo prevedeva. Come ad esempio Palazzo Papadopoli a Venezia, dove gli apparecchi di illuminazione dialogano con gli affreschi di Giambattista Tiepolo.
Il rispetto assoluto all’integrità del luogo e dei reperti, non prevede l’installazione di apparecchi invasivi sulla preesistenza architettonica e nell’ambiente. Di conseguenza si prevede di dare illuminazione di accento ai singoli reperti architettonici installando alcune postazioni di gruppi di proiettori al di fuori dell’area archeologica e mimetizzandoli tra le presenze arboree e le radici degli alberi esistenti nel sito.
Committente:
Piero Castiglioni
Collaborazioni:
Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Astrapto Light Designers
iGuzzini Lighting
Foto Courtesy:
Architetto Alessandro Grassia
Anno:
2010 - 2012
L’intera area archeologica dei Fori Imperiali sul Palatino è un museo a cielo aperto integrato nel tessuto urbano della città. Il complesso progetto di conservazione è stato caratterizzato da un nuovo sistema di illuminazione progettato per rendere il sito visibile dal Campidoglio e dal camminamento su via dei Fori Imperiali, e per illuminare i camminamenti all’interno della via Sacra. I vincoli del progetto sono stati definiti come: rispetto dell’integrità del sito e dei reperti archeologici e rispetto delle normative in materia di patrimonio storico, sicurezza e legislazione ambientale. Il concept del lighting design porta alla seguente soluzione. Le stazioni di illuminazione sono state installate all’esterno delle aree archeologiche con gruppi di lampade proiettanti che controllano l’ottica, la forma e le ombre proiettate, l’abbagliamento e la dispersione del flusso luminoso, utilizzando fonti di eccezionale resa cromatica. Questi apparecchi remoti sono nascosti il più possibile alla vista, prestano particolare attenzione alla facilità di gestione e manutenzione e forniscono valori di luminanza misurati per ogni singolo monumento, illuminandoli in armonia con il loro ambiente archeologico. Il patrimonio culturale è costituito dai beni archeologici, architettonici, dai beni paesaggistici, e dai beni mobili. Quando diventano oggetto di progetto è interessante sviluppare la progettazione illuminotecnica per un luogo che in origine non lo prevedeva. Come ad esempio Palazzo Papadopoli a Venezia, dove gli apparecchi di illuminazione dialogano con gli affreschi di Giambattista Tiepolo.
Il rispetto assoluto all’integrità del luogo e dei reperti, non prevede l’installazione di apparecchi invasivi sulla preesistenza architettonica e nell’ambiente. Di conseguenza si prevede di dare illuminazione di accento ai singoli reperti architettonici installando alcune postazioni di gruppi di proiettori al di fuori dell’area archeologica e mimetizzandoli tra le presenze arboree e le radici degli alberi esistenti nel sito.
Committente:
Piero Castiglioni
Collaborazioni:
Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Astrapto Light Designers
iGuzzini Lighting
Foto Courtesy:
Architetto Alessandro Grassia
Anno:
2010 - 2012
Altri Progetti
Altri Progetti
Questa sezione raccoglie una selezione rappresentativa dei progetti di progettazione illuminotecnica realizzati in ambito architettonico, museale, urbano, culturale, retail, hospitality e infrastrutturale, in Italia e all’estero. La galleria documenta interventi eterogenei per scala, funzione e contesto, accomunati da un approccio alla luce inteso come strumento di interpretazione dello spazio, capace di dialogare con architettura, opere d’arte, paesaggio e uso contemporaneo.
I progetti presentati spaziano da musei, fondazioni e mostre temporanee a edifici storici, luoghi di culto, spazi pubblici e complessi urbani, fino a sedi direzionali, residenze private, yacht e masterplan di illuminazione. In ciascun intervento, la luce è progettata come materia controllata, calibrata sulle caratteristiche del luogo, sulle esigenze funzionali e sulla qualità percettiva dell’esperienza.
Nel loro insieme, i lavori raccolti restituiscono una visione della progettazione illuminotecnica come processo integrato, in cui rigore tecnico, sensibilità culturale e attenzione al contesto concorrono alla costruzione di identità, orientamento e valore spaziale. La galleria si configura così come una mappa progettuale, capace di mostrare come la luce possa assumere ruoli differenti — discreti o dichiarati — mantenendo sempre coerenza, misura e consapevolezza progettuale.
Questa sezione raccoglie una selezione rappresentativa dei progetti di progettazione illuminotecnica realizzati in ambito architettonico, museale, urbano, culturale, retail, hospitality e infrastrutturale, in Italia e all’estero. La galleria documenta interventi eterogenei per scala, funzione e contesto, accomunati da un approccio alla luce inteso come strumento di interpretazione dello spazio, capace di dialogare con architettura, opere d’arte, paesaggio e uso contemporaneo.
I progetti presentati spaziano da musei, fondazioni e mostre temporanee a edifici storici, luoghi di culto, spazi pubblici e complessi urbani, fino a sedi direzionali, residenze private, yacht e masterplan di illuminazione. In ciascun intervento, la luce è progettata come materia controllata, calibrata sulle caratteristiche del luogo, sulle esigenze funzionali e sulla qualità percettiva dell’esperienza.
Nel loro insieme, i lavori raccolti restituiscono una visione della progettazione illuminotecnica come processo integrato, in cui rigore tecnico, sensibilità culturale e attenzione al contesto concorrono alla costruzione di identità, orientamento e valore spaziale. La galleria si configura così come una mappa progettuale, capace di mostrare come la luce possa assumere ruoli differenti — discreti o dichiarati — mantenendo sempre coerenza, misura e consapevolezza progettuale.