L'opera "Non Uccidere" nasce dal sodalizio tra il Maestro Emilio Isgrò e l'Architetto Mario Botta.
Si tratta di una vera e propria installazione posta vicino alla hall d'ingresso del Museo MAXXI di Roma, edificio adibito all'esposizione di opere d'arte che hanno segnato non solo il XXI Secolo ma anche la contemporaneità.
Dedicata al 75° anniversario della Costituzione, l'imponente struttura circolare in legno d'acero, come una sorta di abside, racchiude, esposte lungo i suoi archi, le tavole bibliche dei Dieci Comandamenti, scolpite su pietra del Sinai. Di questi, solamente il testo di una tavola non viene cancellato: "Non uccidere". La scritta viene anche tradotta in undici lingue.
Il messaggio vuole essere universale e portatore di un concetto ben chiaro: la pace.
La simbiosi tra architettura e arte ha condotto a una scelta illuminotecnica ben precisa, ovvero quella di non considerare l'illuminazione musei già presente all'esterno del museo ma di inserire apparecchi da esterno ad incasso, a pavimento, con ottica wide flood orientabile e dimmerabile, all'interno della base stessa della struttura, posizionandoli al centro di ognuna delle undici Tavole esposte. In questo modo l'opera potrà essere trasferita in nuovi e diversi ambienti provvista di un sistema di illuminazione già incorporato.
L'utilizzo di apparecchi dotati di sorgente LED con temperatura di colore 3000° K consente il rispetto delle normative ma, non solo. L'ottica wide flood permette di enfatizzare il volume delle centine del padiglione, creando ritmo e dinamicità all'interno della "conchiglia".
L'emissione del fascio luminoso, un'ottima resa cromatica l'assenza di riflessi e di ombre concorrono a un'illuminazione d'effetto. L'obiettivo è la qualità di fruizione dell'arte, invitando lo spettatore a una profonda e personale percezione dello spazio. La luce, che si direziona dal basso verso l'alto, illumina l'opera, dà vita a giochi di luci tra pieni e vuoti, valorizzando sia il genio del Maestro Isgrò, sia la sapiente costruzione dell'architetto Botta.
Committente:
Piero Castiglioni
Collaborazioni:
Emilio Isgrò
Mario Botta Architetti
Foto Courtesy:
Emilio Isgrò
Anno:
2023
L'opera "Non Uccidere" nasce dal sodalizio tra il Maestro Emilio Isgrò e l'Architetto Mario Botta.
Si tratta di una vera e propria installazione posta vicino alla hall d'ingresso del Museo MAXXI di Roma, edificio adibito all'esposizione di opere d'arte che hanno segnato non solo il XXI Secolo ma anche la contemporaneità.
Dedicata al 75° anniversario della Costituzione, l'imponente struttura circolare in legno d'acero, come una sorta di abside, racchiude, esposte lungo i suoi archi, le tavole bibliche dei Dieci Comandamenti, scolpite su pietra del Sinai. Di questi, solamente il testo di una tavola non viene cancellato: "Non uccidere". La scritta viene anche tradotta in undici lingue.
Il messaggio vuole essere universale e portatore di un concetto ben chiaro: la pace.
La simbiosi tra architettura e arte ha condotto a una scelta illuminotecnica ben precisa, ovvero quella di non considerare l'illuminazione musei già presente all'esterno del museo ma di inserire apparecchi da esterno ad incasso, a pavimento, con ottica wide flood orientabile e dimmerabile, all'interno della base stessa della struttura, posizionandoli al centro di ognuna delle undici Tavole esposte. In questo modo l'opera potrà essere trasferita in nuovi e diversi ambienti provvista di un sistema di illuminazione già incorporato.
L'utilizzo di apparecchi dotati di sorgente LED con temperatura di colore 3000° K consente il rispetto delle normative ma, non solo. L'ottica wide flood permette di enfatizzare il volume delle centine del padiglione, creando ritmo e dinamicità all'interno della "conchiglia".
L'emissione del fascio luminoso, un'ottima resa cromatica l'assenza di riflessi e di ombre concorrono a un'illuminazione d'effetto. L'obiettivo è la qualità di fruizione dell'arte, invitando lo spettatore a una profonda e personale percezione dello spazio. La luce, che si direziona dal basso verso l'alto, illumina l'opera, dà vita a giochi di luci tra pieni e vuoti, valorizzando sia il genio del Maestro Isgrò, sia la sapiente costruzione dell'architetto Botta.
Committente:
Piero Castiglioni
Collaborazioni:
Emilio Isgrò
Mario Botta Architetti
Foto Courtesy:
Emilio Isgrò
Anno:
2023
Altri Progetti
Altri Progetti
Questa sezione raccoglie una selezione rappresentativa dei progetti di progettazione illuminotecnica realizzati in ambito architettonico, museale, urbano, culturale, retail, hospitality e infrastrutturale, in Italia e all’estero. La galleria documenta interventi eterogenei per scala, funzione e contesto, accomunati da un approccio alla luce inteso come strumento di interpretazione dello spazio, capace di dialogare con architettura, opere d’arte, paesaggio e uso contemporaneo.
I progetti presentati spaziano da musei, fondazioni e mostre temporanee a edifici storici, luoghi di culto, spazi pubblici e complessi urbani, fino a sedi direzionali, residenze private, yacht e masterplan di illuminazione. In ciascun intervento, la luce è progettata come materia controllata, calibrata sulle caratteristiche del luogo, sulle esigenze funzionali e sulla qualità percettiva dell’esperienza.
Nel loro insieme, i lavori raccolti restituiscono una visione della progettazione illuminotecnica come processo integrato, in cui rigore tecnico, sensibilità culturale e attenzione al contesto concorrono alla costruzione di identità, orientamento e valore spaziale. La galleria si configura così come una mappa progettuale, capace di mostrare come la luce possa assumere ruoli differenti — discreti o dichiarati — mantenendo sempre coerenza, misura e consapevolezza progettuale.
Questa sezione raccoglie una selezione rappresentativa dei progetti di progettazione illuminotecnica realizzati in ambito architettonico, museale, urbano, culturale, retail, hospitality e infrastrutturale, in Italia e all’estero. La galleria documenta interventi eterogenei per scala, funzione e contesto, accomunati da un approccio alla luce inteso come strumento di interpretazione dello spazio, capace di dialogare con architettura, opere d’arte, paesaggio e uso contemporaneo.
I progetti presentati spaziano da musei, fondazioni e mostre temporanee a edifici storici, luoghi di culto, spazi pubblici e complessi urbani, fino a sedi direzionali, residenze private, yacht e masterplan di illuminazione. In ciascun intervento, la luce è progettata come materia controllata, calibrata sulle caratteristiche del luogo, sulle esigenze funzionali e sulla qualità percettiva dell’esperienza.
Nel loro insieme, i lavori raccolti restituiscono una visione della progettazione illuminotecnica come processo integrato, in cui rigore tecnico, sensibilità culturale e attenzione al contesto concorrono alla costruzione di identità, orientamento e valore spaziale. La galleria si configura così come una mappa progettuale, capace di mostrare come la luce possa assumere ruoli differenti — discreti o dichiarati — mantenendo sempre coerenza, misura e consapevolezza progettuale.