Palazzo Abatellis sorge nel cuore del quartiere della Kalsa, in prossimità dell'antico porto della Cala; risale al 1495, quando Francesco Abatellis, maestro portulano del Regno ne affida la costruzione all’architetto Matteo Carnelivari che tenta una sintesi tra la tradizione costruttiva gotico-ispanizzante e lo spirito rinascimentale che permea le varie parti del palazzo, concepito per fasce orizzontali. I gravi danni inferti dai bombardamenti della seconda guerra mondiale sollecitano il restauro dell'intero complesso, eletto a nuova sede della Galleria Nazionale della Sicilia e aperto al pubblico il 23 giugno 1954. Il nuovo ordinamento delle collezioni viene curato dall'allora Soprintendente Giorgio Vigni, il quale affida all'architetto veneziano Carlo Scarpa l'allestimento museografico che ha reso la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis uno dei musei più noti in tutto il mondo. Scarpa lavora al rinnovo della facciata, delle strutture, dell'organizzazione espositiva del museo, fa di ogni oggetto "il vertice di una prospettiva immaginaria". Studia la luce diurna proveniente dalle grandi finestre, la controlla parzialmente con pesanti tendaggi per investire trasversalmente le opere “mettendo in luce” i particolari. Il progetto, mai realizzato, prevede l’inserimento di tubi fluorescenti nascosti nella travatura dei soffitti o in pannelli fissati lungo lo spigolo in alto, tra la parete e il soffitto. Il progetto illuminotecnico prevede una luce diffusa-direzionata che preserva l’allestimento di Scarpa, considerato parte della storia della museografia, dota le sale di un nuovo impianto di illuminazione con apparecchi, orientabili, a parete o soffitto appositamente progettati. Nella collezione della Galleria c’è l’opera di Antonello da Messina “Annunziata”, considerata dall’architetto della luce una delle opere più belle al mondo. L’architetto Piero Castiglioni ha realizzato progetti illuminazione musei nazionali e internazionali per innumerevoli mostre, come la Mostra Isgrò alla Fondazione Cini a Venezia, la Mostra Artemisia Gentileschi a Palazzo Reale a Milano.
Progetto:
Lighting Design Piero Castiglioni
Collaborazioni:
Studio Triskeles
Foto Courtesy:
Piero Castiglioni
Anno:
2009
Palazzo Abatellis sorge nel cuore del quartiere della Kalsa, in prossimità dell'antico porto della Cala; risale al 1495, quando Francesco Abatellis, maestro portulano del Regno ne affida la costruzione all’architetto Matteo Carnelivari che tenta una sintesi tra la tradizione costruttiva gotico-ispanizzante e lo spirito rinascimentale che permea le varie parti del palazzo, concepito per fasce orizzontali. I gravi danni inferti dai bombardamenti della seconda guerra mondiale sollecitano il restauro dell'intero complesso, eletto a nuova sede della Galleria Nazionale della Sicilia e aperto al pubblico il 23 giugno 1954. Il nuovo ordinamento delle collezioni viene curato dall'allora Soprintendente Giorgio Vigni, il quale affida all'architetto veneziano Carlo Scarpa l'allestimento museografico che ha reso la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis uno dei musei più noti in tutto il mondo. Scarpa lavora al rinnovo della facciata, delle strutture, dell'organizzazione espositiva del museo, fa di ogni oggetto "il vertice di una prospettiva immaginaria". Studia la luce diurna proveniente dalle grandi finestre, la controlla parzialmente con pesanti tendaggi per investire trasversalmente le opere “mettendo in luce” i particolari. Il progetto, mai realizzato, prevede l’inserimento di tubi fluorescenti nascosti nella travatura dei soffitti o in pannelli fissati lungo lo spigolo in alto, tra la parete e il soffitto. Il progetto illuminotecnico prevede una luce diffusa-direzionata che preserva l’allestimento di Scarpa, considerato parte della storia della museografia, dota le sale di un nuovo impianto di illuminazione con apparecchi, orientabili, a parete o soffitto appositamente progettati. Nella collezione della Galleria c’è l’opera di Antonello da Messina “Annunziata”, considerata dall’architetto della luce una delle opere più belle al mondo. L’architetto Piero Castiglioni ha realizzato progetti illuminazione musei nazionali e internazionali per innumerevoli mostre, come la Mostra Isgrò alla Fondazione Cini a Venezia, la Mostra Artemisia Gentileschi a Palazzo Reale a Milano.
Progetto:
Lighting Design Piero Castiglioni
Collaborazioni:
Studio Triskeles
Foto Courtesy:
Piero Castiglioni
Anno:
2009
Altri Progetti Master
Questa sezione raccoglie una selezione rappresentativa dei progetti di progettazione illuminotecnica realizzati da Piero Castiglioni in ambito architettonico, museale, urbano, culturale, retail, hospitality e infrastrutturale, in Italia e all’estero. La galleria documenta interventi eterogenei per scala, funzione e contesto, accomunati da un approccio alla luce inteso come strumento di interpretazione dello spazio, capace di dialogare con architettura, opere d’arte, paesaggio e usi contemporanei.
I progetti presentati spaziano da musei, fondazioni e mostre temporanee a edifici storici, luoghi di culto, spazi pubblici e complessi urbani, fino a sedi direzionali, residenze private, yacht e masterplan di illuminazione. In ogni intervento, la luce è concepita come materia progettuale: controllata e calibrata in relazione alle caratteristiche del luogo, alle esigenze funzionali e alla qualità percettiva dell’esperienza.
Nel loro insieme, i lavori restituiscono una visione della progettazione illuminotecnica come processo integrato, in cui rigore tecnico, sensibilità culturale e attenzione al contesto concorrono alla costruzione di identità, orientamento e valore spaziale. La galleria si configura così come una mappa progettuale, capace di mostrare come la luce possa assumere ruoli differenti — discreti o dichiarati — mantenendo sempre coerenza, misura e consapevolezza.
Altri Progetti Master
Questa sezione raccoglie una selezione rappresentativa dei progetti di progettazione illuminotecnica realizzati da Piero Castiglioni in ambito architettonico, museale, urbano, culturale, retail, hospitality e infrastrutturale, in Italia e all’estero. La galleria documenta interventi eterogenei per scala, funzione e contesto, accomunati da un approccio alla luce inteso come strumento di interpretazione dello spazio, capace di dialogare con architettura, opere d’arte, paesaggio e usi contemporanei.
I progetti presentati spaziano da musei, fondazioni e mostre temporanee a edifici storici, luoghi di culto, spazi pubblici e complessi urbani, fino a sedi direzionali, residenze private, yacht e masterplan di illuminazione. In ogni intervento, la luce è concepita come materia progettuale: controllata e calibrata in relazione alle caratteristiche del luogo, alle esigenze funzionali e alla qualità percettiva dell’esperienza.
Nel loro insieme, i lavori restituiscono una visione della progettazione illuminotecnica come processo integrato, in cui rigore tecnico, sensibilità culturale e attenzione al contesto concorrono alla costruzione di identità, orientamento e valore spaziale. La galleria si configura così come una mappa progettuale, capace di mostrare come la luce possa assumere ruoli differenti — discreti o dichiarati — mantenendo sempre coerenza, misura e consapevolezza.