Il convento di Malinalco fondato nel 1540 dall'ordine degli Agostiniani, conosciuto anche come il convento della trasfigurazione. Da un lato c'è la Chiesa del Divin Salvatore, che purtroppo ha subito danni dal terremoto del 2017, si trovano nella prima piazza del municipio di Malinalco.
Il complesso gioca un ruolo molto importante nel processo di evangelizzazione della zona. In particolare, attraverso la pittura murale, che viene usata per l'adozione della nuova religione. I dipinti, caratteristica preponderante di questa architettura, si possono osservare nelle quattro pareti e nella volta del chiostro. Si dividono in tre tematiche: la prima è un'estensione di frutteti e giardini, dove è possibile identificare la flora e la fauna indigena dell'epoca, ventitré esemplari autoctoni, che attualmente crescono nella zona ecologica di Malinalco; la seconda di stile rinascimentale e la terza basata sulle scene cristologiche riferite alla passione.
Il progetto illuminotecnico ha il compito di dare rilievo agli affreschi, ma allo stesso tempo mantenerne la sacralità, integrandosi il più possibile con la parte architettonica. Per questo motivo sono stati scelti degli apparecchi di illuminazione lineari a incasso a pavimento. In questo modo il vano ottico diventa invisibile e la luce emessa permette una lettura completa degli affreschi che ne evidenzia le forme e la percezione cromatica. La luce sottolinea i dettagli architettonici dei prospetti del chiostro portando l’occhio del visitatore all’interno, verso gli affreschi. Un’illuminazione diffusa, omogenea, morbida dal basso, che permette la lettura degli affreschi senza rischio di abbagliamento. Il progetto restituisce il complesso ai pellegrini, attraverso una lettura completa sia dei valori architettonici, pittorici, ma soprattutto devozionali. Molteplici sono i progetti di illuminazione chiese e luoghi di culto dell’Architetto Piero Castiglioni come il Santuario di San Pio da Pietrelcina e la Moschea Sancaklar.
Progetto:
Lighting Design Piero Castiglioni
Collaborazioni:
Architetto Gustavo Aviles
Foto Courtesy:
Piero Castiglioni
Anno:
2005
Il convento di Malinalco fondato nel 1540 dall'ordine degli Agostiniani, conosciuto anche come il convento della trasfigurazione. Da un lato c'è la Chiesa del Divin Salvatore, che purtroppo ha subito danni dal terremoto del 2017, si trovano nella prima piazza del municipio di Malinalco.
Il complesso gioca un ruolo molto importante nel processo di evangelizzazione della zona. In particolare, attraverso la pittura murale, che viene usata per l'adozione della nuova religione. I dipinti, caratteristica preponderante di questa architettura, si possono osservare nelle quattro pareti e nella volta del chiostro. Si dividono in tre tematiche: la prima è un'estensione di frutteti e giardini, dove è possibile identificare la flora e la fauna indigena dell'epoca, ventitré esemplari autoctoni, che attualmente crescono nella zona ecologica di Malinalco; la seconda di stile rinascimentale e la terza basata sulle scene cristologiche riferite alla passione.
Il progetto illuminotecnico ha il compito di dare rilievo agli affreschi, ma allo stesso tempo mantenerne la sacralità, integrandosi il più possibile con la parte architettonica. Per questo motivo sono stati scelti degli apparecchi di illuminazione lineari a incasso a pavimento. In questo modo il vano ottico diventa invisibile e la luce emessa permette una lettura completa degli affreschi che ne evidenzia le forme e la percezione cromatica. La luce sottolinea i dettagli architettonici dei prospetti del chiostro portando l’occhio del visitatore all’interno, verso gli affreschi. Un’illuminazione diffusa, omogenea, morbida dal basso, che permette la lettura degli affreschi senza rischio di abbagliamento. Il progetto restituisce il complesso ai pellegrini, attraverso una lettura completa sia dei valori architettonici, pittorici, ma soprattutto devozionali. Molteplici sono i progetti di illuminazione chiese e luoghi di culto dell’Architetto Piero Castiglioni come il Santuario di San Pio da Pietrelcina e la Moschea Sancaklar.
Progetto:
Lighting Design Piero Castiglioni
Collaborazioni:
Architetto Gustavo Aviles
Foto Courtesy:
Piero Castiglioni
Anno:
2005
Altri Progetti Master
Questa sezione raccoglie una selezione rappresentativa dei progetti di progettazione illuminotecnica realizzati da Piero Castiglioni in ambito architettonico, museale, urbano, culturale, retail, hospitality e infrastrutturale, in Italia e all’estero. La galleria documenta interventi eterogenei per scala, funzione e contesto, accomunati da un approccio alla luce inteso come strumento di interpretazione dello spazio, capace di dialogare con architettura, opere d’arte, paesaggio e usi contemporanei.
I progetti presentati spaziano da musei, fondazioni e mostre temporanee a edifici storici, luoghi di culto, spazi pubblici e complessi urbani, fino a sedi direzionali, residenze private, yacht e masterplan di illuminazione. In ogni intervento, la luce è concepita come materia progettuale: controllata e calibrata in relazione alle caratteristiche del luogo, alle esigenze funzionali e alla qualità percettiva dell’esperienza.
Nel loro insieme, i lavori restituiscono una visione della progettazione illuminotecnica come processo integrato, in cui rigore tecnico, sensibilità culturale e attenzione al contesto concorrono alla costruzione di identità, orientamento e valore spaziale. La galleria si configura così come una mappa progettuale, capace di mostrare come la luce possa assumere ruoli differenti — discreti o dichiarati — mantenendo sempre coerenza, misura e consapevolezza.
Altri Progetti Master
Questa sezione raccoglie una selezione rappresentativa dei progetti di progettazione illuminotecnica realizzati da Piero Castiglioni in ambito architettonico, museale, urbano, culturale, retail, hospitality e infrastrutturale, in Italia e all’estero. La galleria documenta interventi eterogenei per scala, funzione e contesto, accomunati da un approccio alla luce inteso come strumento di interpretazione dello spazio, capace di dialogare con architettura, opere d’arte, paesaggio e usi contemporanei.
I progetti presentati spaziano da musei, fondazioni e mostre temporanee a edifici storici, luoghi di culto, spazi pubblici e complessi urbani, fino a sedi direzionali, residenze private, yacht e masterplan di illuminazione. In ogni intervento, la luce è concepita come materia progettuale: controllata e calibrata in relazione alle caratteristiche del luogo, alle esigenze funzionali e alla qualità percettiva dell’esperienza.
Nel loro insieme, i lavori restituiscono una visione della progettazione illuminotecnica come processo integrato, in cui rigore tecnico, sensibilità culturale e attenzione al contesto concorrono alla costruzione di identità, orientamento e valore spaziale. La galleria si configura così come una mappa progettuale, capace di mostrare come la luce possa assumere ruoli differenti — discreti o dichiarati — mantenendo sempre coerenza, misura e consapevolezza.