La mostra di Paul Cézanne e Pierre-Auguste Renoir all’Accademia di Carrara a Bergamo vede la collaborazione dell’architetto Luigi Caccia Dominioni con il lighting designer Piero Castiglioni. Il percorso espositivo evidenzia il ruolo dei due artisti, li mette a confronto e li propone come due dei “padri fondatori” della modernità. La prima sala propone il confronto tra una natura morta di Cézanne ed una di Picasso del periodo cubista e tra le figure femminili di Renoir e Donne sul sofà di Matisse. La seconda parte del percorso dedica a ciascuno dei due artisti due sale che espongono le opere in ordine cronologico; nature morte e paesaggi per Cézanne, morbide figure femminili e mazzi di fiori per Renoir. Tutte le opere in mostra provengono dalla collezione di Paul Guillaume (ora proprietà del parigino Musée de l’Orangerie) collezionista e mercante d’arte, punto di riferimento della vita artistica di Parigi nel primo Novecento. Il lighting designer in un progetto di Illuminazione museale per un’esposizione temporanea deve confrontarsi con l’architetto, il curatore e con il concept della mostra. Per questo allestimento le pareti sono rivestite con un tessuto denominato “Velluto ferrovia”. Viene progettato un apparecchio di illuminazione custom definito “Leggio” con un’asta in titanio e una base in cemento dotata di vano componenti elettrici, che garantisce un illuminamento omogeneo delle opere con un'ottima resa dei colori che permette una lettura non alterata della qualità dei colori. Tutto nel rispetto delle normative e delle esigenze della buona conservazione delle opere. Il percorso espositivo ha come colonna sonora una suite di Debussy (considerato tra i massimi esponenti “dell’impressionismo musicale”) “Suite Bergamasque”. Il progetto di lighting design ricopre un ruolo importante perché contribuisce al comfort visivo eliminando situazioni spiacevoli. Con un’accurata progettazione illuminotecnica non si incorre in problemi indesiderati come la non uniformità di illuminamento sulle opere esposte, ombre riportate, “sbavature” di luce sulle superfici espositive.
Progetto:
Lighting Design Piero Castiglioni
Collaborazioni:
Architetto Luigi Caccia Dominioni
Foto Courtesy:
Piero Castiglioni
Anno:
2005
La mostra di Paul Cézanne e Pierre-Auguste Renoir all’Accademia di Carrara a Bergamo vede la collaborazione dell’architetto Luigi Caccia Dominioni con il lighting designer Piero Castiglioni. Il percorso espositivo evidenzia il ruolo dei due artisti, li mette a confronto e li propone come due dei “padri fondatori” della modernità. La prima sala propone il confronto tra una natura morta di Cézanne ed una di Picasso del periodo cubista e tra le figure femminili di Renoir e Donne sul sofà di Matisse. La seconda parte del percorso dedica a ciascuno dei due artisti due sale che espongono le opere in ordine cronologico; nature morte e paesaggi per Cézanne, morbide figure femminili e mazzi di fiori per Renoir. Tutte le opere in mostra provengono dalla collezione di Paul Guillaume (ora proprietà del parigino Musée de l’Orangerie) collezionista e mercante d’arte, punto di riferimento della vita artistica di Parigi nel primo Novecento. Il lighting designer in un progetto di Illuminazione museale per un’esposizione temporanea deve confrontarsi con l’architetto, il curatore e con il concept della mostra. Per questo allestimento le pareti sono rivestite con un tessuto denominato “Velluto ferrovia”. Viene progettato un apparecchio di illuminazione custom definito “Leggio” con un’asta in titanio e una base in cemento dotata di vano componenti elettrici, che garantisce un illuminamento omogeneo delle opere con un'ottima resa dei colori che permette una lettura non alterata della qualità dei colori. Tutto nel rispetto delle normative e delle esigenze della buona conservazione delle opere. Il percorso espositivo ha come colonna sonora una suite di Debussy (considerato tra i massimi esponenti “dell’impressionismo musicale”) “Suite Bergamasque”. Il progetto di lighting design ricopre un ruolo importante perché contribuisce al comfort visivo eliminando situazioni spiacevoli. Con un’accurata progettazione illuminotecnica non si incorre in problemi indesiderati come la non uniformità di illuminamento sulle opere esposte, ombre riportate, “sbavature” di luce sulle superfici espositive.
Progetto:
Lighting Design Piero Castiglioni
Collaborazioni:
Architetto Luigi Caccia Dominioni
Foto Courtesy:
Piero Castiglioni
Anno:
2005
Altri Progetti Master
Questa sezione raccoglie una selezione rappresentativa dei progetti di progettazione illuminotecnica realizzati da Piero Castiglioni in ambito architettonico, museale, urbano, culturale, retail, hospitality e infrastrutturale, in Italia e all’estero. La galleria documenta interventi eterogenei per scala, funzione e contesto, accomunati da un approccio alla luce inteso come strumento di interpretazione dello spazio, capace di dialogare con architettura, opere d’arte, paesaggio e usi contemporanei.
I progetti presentati spaziano da musei, fondazioni e mostre temporanee a edifici storici, luoghi di culto, spazi pubblici e complessi urbani, fino a sedi direzionali, residenze private, yacht e masterplan di illuminazione. In ogni intervento, la luce è concepita come materia progettuale: controllata e calibrata in relazione alle caratteristiche del luogo, alle esigenze funzionali e alla qualità percettiva dell’esperienza.
Nel loro insieme, i lavori restituiscono una visione della progettazione illuminotecnica come processo integrato, in cui rigore tecnico, sensibilità culturale e attenzione al contesto concorrono alla costruzione di identità, orientamento e valore spaziale. La galleria si configura così come una mappa progettuale, capace di mostrare come la luce possa assumere ruoli differenti — discreti o dichiarati — mantenendo sempre coerenza, misura e consapevolezza.
Altri Progetti Master
Questa sezione raccoglie una selezione rappresentativa dei progetti di progettazione illuminotecnica realizzati da Piero Castiglioni in ambito architettonico, museale, urbano, culturale, retail, hospitality e infrastrutturale, in Italia e all’estero. La galleria documenta interventi eterogenei per scala, funzione e contesto, accomunati da un approccio alla luce inteso come strumento di interpretazione dello spazio, capace di dialogare con architettura, opere d’arte, paesaggio e usi contemporanei.
I progetti presentati spaziano da musei, fondazioni e mostre temporanee a edifici storici, luoghi di culto, spazi pubblici e complessi urbani, fino a sedi direzionali, residenze private, yacht e masterplan di illuminazione. In ogni intervento, la luce è concepita come materia progettuale: controllata e calibrata in relazione alle caratteristiche del luogo, alle esigenze funzionali e alla qualità percettiva dell’esperienza.
Nel loro insieme, i lavori restituiscono una visione della progettazione illuminotecnica come processo integrato, in cui rigore tecnico, sensibilità culturale e attenzione al contesto concorrono alla costruzione di identità, orientamento e valore spaziale. La galleria si configura così come una mappa progettuale, capace di mostrare come la luce possa assumere ruoli differenti — discreti o dichiarati — mantenendo sempre coerenza, misura e consapevolezza.