Il Collegio dei Gesuiti di Fidenza è stato eretto alla fine del XVII secolo (1697 – 1711) per volere del Duca Francesco Farnese. L'edificio arrivò ad ospitare fino a 300 allievi, nel 1768 il primo ministro Guillaume du Tillot decretò l'allontanamento dal ducato di Parma e Piacenza dei gesuiti, che rientrarono nel palazzo soltanto nel 1792; ma l'espulsione definitiva arrivò dopo pochi anni, per effetto dei decreti napoleonici del 1806, che disposero la soppressione degli ordini religiosi. Nel corso dei secoli l’edificio divenne ospizio per mendicanti, ospedale militare, casa protetta e infine parte della struttura fu sede di uffici di varie associazioni. L’intero complesso, diventerà Centro di Cultura Europeo SIGERICO, un’opportunità di riqualificazione e di riuso dell’intero edificio, entro il quale saranno collocati gli spazi per l’ospitalità dei turisti, un museo della città dedicato alla via Francigena, una scuola per le attività didattiche e formative dei giovani studenti europei. Il grande edificio si articola attorno a tre cortili affiancati. La lunga facciata è caratterizzata dalla presenza di numerose ed ampie finestre con cornici, poste a cadenza regolare. All'interno gli ambienti, suddivisi in origine in base alle diverse funzioni del collegio, sono distribuiti e collegati attraverso lunghi ed ampi corridoi coperti da volte a botte lunettate.
L’architettura complessa e articolata ha portato a una scelta progettuale illuminotecnica che tende a nascondere le sorgenti LED nei dettagli architettonici, integrando il progetto di lighting design a quello architettonico, creando così una luce diffusa indiretta. Nelle sale espositive, la luce indiretta, sarà dinamica e versatile, adatta a tutti gli scenari, con l’utilizzo di apparecchi lineari e su binario. Negli spazi dell’ospitalità, per garantire un’atmosfera confortevole, la luce sarà focalizzata e dinamica, rispondendo alle esigenze che si presentano. Nella sala della musica la luce sarà diffusa tramite delle sospensioni.
Queste scelte progettuali consentono il rispetto e la fruibilità di tutte le attività presenti nell’ edificio.
L’oggetto del progetto illuminotecnico è un complesso soggetto alla tutela della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Parma e Piacenza. Questo vincolo è il punto di partenza per la stesura del concept. Un aspetto fondamentale da considerare è che i nuovi scenari illuminotecnici si inseriscono in un contesto che non li prevedeva. La scelta progettuale di inserire nell’illuminazione interni una luce indiretta permette al progetto di essere il meno impattante possibile, dove la luce elettrica si fonde con il costruito esistente.
Committente:
Piero Castiglioni
Collaborazioni:
Canali Architetti Associati
Del Boca + Partners
Foto Courtesy:
Marco Petrucci
Anno:
2019 - In corso
Il Collegio dei Gesuiti di Fidenza è stato eretto alla fine del XVII secolo (1697 – 1711) per volere del Duca Francesco Farnese. L'edificio arrivò ad ospitare fino a 300 allievi, nel 1768 il primo ministro Guillaume du Tillot decretò l'allontanamento dal ducato di Parma e Piacenza dei gesuiti, che rientrarono nel palazzo soltanto nel 1792; ma l'espulsione definitiva arrivò dopo pochi anni, per effetto dei decreti napoleonici del 1806, che disposero la soppressione degli ordini religiosi. Nel corso dei secoli l’edificio divenne ospizio per mendicanti, ospedale militare, casa protetta e infine parte della struttura fu sede di uffici di varie associazioni. L’intero complesso, diventerà Centro di Cultura Europeo SIGERICO, un’opportunità di riqualificazione e di riuso dell’intero edificio, entro il quale saranno collocati gli spazi per l’ospitalità dei turisti, un museo della città dedicato alla via Francigena, una scuola per le attività didattiche e formative dei giovani studenti europei. Il grande edificio si articola attorno a tre cortili affiancati. La lunga facciata è caratterizzata dalla presenza di numerose ed ampie finestre con cornici, poste a cadenza regolare. All'interno gli ambienti, suddivisi in origine in base alle diverse funzioni del collegio, sono distribuiti e collegati attraverso lunghi ed ampi corridoi coperti da volte a botte lunettate.
L’architettura complessa e articolata ha portato a una scelta progettuale illuminotecnica che tende a nascondere le sorgenti LED nei dettagli architettonici, integrando il progetto di lighting design a quello architettonico, creando così una luce diffusa indiretta. Nelle sale espositive, la luce indiretta, sarà dinamica e versatile, adatta a tutti gli scenari, con l’utilizzo di apparecchi lineari e su binario. Negli spazi dell’ospitalità, per garantire un’atmosfera confortevole, la luce sarà focalizzata e dinamica, rispondendo alle esigenze che si presentano. Nella sala della musica la luce sarà diffusa tramite delle sospensioni.
Queste scelte progettuali consentono il rispetto e la fruibilità di tutte le attività presenti nell’ edificio.
L’oggetto del progetto illuminotecnico è un complesso soggetto alla tutela della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Parma e Piacenza. Questo vincolo è il punto di partenza per la stesura del concept. Un aspetto fondamentale da considerare è che i nuovi scenari illuminotecnici si inseriscono in un contesto che non li prevedeva. La scelta progettuale di inserire nell’illuminazione interni una luce indiretta permette al progetto di essere il meno impattante possibile, dove la luce elettrica si fonde con il costruito esistente.
Committente:
Piero Castiglioni
Collaborazioni:
Canali Architetti Associati
Del Boca + Partners
Foto Courtesy:
Marco Petrucci
Anno:
2019 - In corso
Altri Progetti
Altri Progetti
Questa sezione raccoglie una selezione rappresentativa dei progetti di progettazione illuminotecnica realizzati in ambito architettonico, museale, urbano, culturale, retail, hospitality e infrastrutturale, in Italia e all’estero. La galleria documenta interventi eterogenei per scala, funzione e contesto, accomunati da un approccio alla luce inteso come strumento di interpretazione dello spazio, capace di dialogare con architettura, opere d’arte, paesaggio e uso contemporaneo.
I progetti presentati spaziano da musei, fondazioni e mostre temporanee a edifici storici, luoghi di culto, spazi pubblici e complessi urbani, fino a sedi direzionali, residenze private, yacht e masterplan di illuminazione. In ciascun intervento, la luce è progettata come materia controllata, calibrata sulle caratteristiche del luogo, sulle esigenze funzionali e sulla qualità percettiva dell’esperienza.
Nel loro insieme, i lavori raccolti restituiscono una visione della progettazione illuminotecnica come processo integrato, in cui rigore tecnico, sensibilità culturale e attenzione al contesto concorrono alla costruzione di identità, orientamento e valore spaziale. La galleria si configura così come una mappa progettuale, capace di mostrare come la luce possa assumere ruoli differenti — discreti o dichiarati — mantenendo sempre coerenza, misura e consapevolezza progettuale.
Questa sezione raccoglie una selezione rappresentativa dei progetti di progettazione illuminotecnica realizzati in ambito architettonico, museale, urbano, culturale, retail, hospitality e infrastrutturale, in Italia e all’estero. La galleria documenta interventi eterogenei per scala, funzione e contesto, accomunati da un approccio alla luce inteso come strumento di interpretazione dello spazio, capace di dialogare con architettura, opere d’arte, paesaggio e uso contemporaneo.
I progetti presentati spaziano da musei, fondazioni e mostre temporanee a edifici storici, luoghi di culto, spazi pubblici e complessi urbani, fino a sedi direzionali, residenze private, yacht e masterplan di illuminazione. In ciascun intervento, la luce è progettata come materia controllata, calibrata sulle caratteristiche del luogo, sulle esigenze funzionali e sulla qualità percettiva dell’esperienza.
Nel loro insieme, i lavori raccolti restituiscono una visione della progettazione illuminotecnica come processo integrato, in cui rigore tecnico, sensibilità culturale e attenzione al contesto concorrono alla costruzione di identità, orientamento e valore spaziale. La galleria si configura così come una mappa progettuale, capace di mostrare come la luce possa assumere ruoli differenti — discreti o dichiarati — mantenendo sempre coerenza, misura e consapevolezza progettuale.