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Primo piano di Joe Colombo

I Grandi Maestri | Joe Colombo

Joe Colombo (autoritratto)

“Tutti gli oggetti che servono in una casa devono essere integrativi degli spazi fruibili; pertanto non si dovrebbero più chiamare arredi, ma piuttosto “attrezzature”. Joe Colombo 1970

Joe Colombo inizialmente lavora come venditore di auto, pensiamo al letto cabriolet progettato nel 1969, poi svolge la professione di fotografo, negli anni Sessanta si dedica al Design e in circa dieci anni entra a far parte della storia del design italiano con i suoi progetti.

Tra le pagine del libro Joe Colombo – L’invenzione del futuro edito da Vitra Design Museum | La Triennale di Milano, trovo dei ritagli di articoli sulla mostra di Joe Colombo del 16 settembre – 18 dicembre 2005 alla Triennale di Milano. Un articolo di CASAMICA Settembre 2005 riporta le parole del curatore della mostra Mateo Kries “Nel momento in cui è stato chiaro che la sola razionalità non avrebbe saputo risolvere tutti i problemi, la sua capacità di combinare rigore progettuale con visionarietà e sperimentazione, ha aperto nuovi orizzonti”.
Joe Colombo “Il Designer che inventò il futuro” (titolo di un articolo pubblicato sul Corriere della Sera di venerdì 16 Settembre 2005).

Foto di gruppo dei designer allo stand Kartell(1969 – Stand Kartell al Salone del Mobile – Photo courtesy: Pinterest)

Susanna Legrenzi lo definisce “Il Dendy del Design”. Giampiero Bosoni in un articolo di GAP CASA 93 a pagina 112 scrive: “C’è chi lo ha ritratto come un progettista dal “temperamento dotato d’estro creativo, incline ad un’estetica cosmonautica” (Frateili); chi lo associa ai fratelli Castiglioni “come interprete del “vedere” con punte d’ironia a volte marcate” (Pansera); qualcuno lo ha fatto rientrare nella categoria degli ultimi paladini “dell’idea di oggetto-strumento: il prodotto ideale per una società di consumatori omogenei” (Branzi); qualcuno lo ha messo nella torre d’avorio di “un avvenirismo ingenuamente macchinistico – il futuro, direbbero i tedeschi, come lo immagina il Kleine Moritz” (Gregotti); per finire c’è chi l’ha rapportato a un modello di vita rinascimentale “spesa con un’intensità ossessiva nell’esercizio di un buon disegno” (Fagone).
La sua appassionata ricerca di uno spazio antropico fondato sui nuovi valori spazio-temporali, da lui così tempestivamente anticipati, derivati dalla continua evoluzione dei sistemi di comunicazione e di trasporto. “L’habitat fruibile integrato” per lui rappresenta un’ossessione che si manifesta negli ultimi anni della sua professione con i progetti dei monoblocchi Rotoliving (1969) e Cabriolet-bed (1969), insieme agli habitat futuribili Visiona (1969) e Total Furnishing Unit (1971). L’immagine di progettista visionario e utopista è attribuita a questa sua ricerca d’avanguardia e sperimentale.

Vista d'insieme alla fiera del mobile di Colonia(1969 – Arredamento dell’interno sperimentale Visiona I alla fiera del mobile a Colonia – Photo courtesy: Pinterest)

Cesare Colombo conosciuto come Joe Colombo nasce a Milano il 30 luglio del 1930. Studia pittura all’Accademia di Brera e frequenta Architettura al Politecnico di Milano. In seguito alla morte del padre assume la responsabilità di un’azienda di apparecchiature elettriche: avviene l’incontro della formazione artistica appresa a Brera con il mondo dell’industria che gli permette di intuire la possibilità d’impiego di nuovi materiali plastici come abs, fiberglass, pvc, … Negli anni Cinquanta a Milano frequenta solo Jazz Club come il Santa Tecla, tra i primi del dopoguerra. Presente a manifestazioni internazionali come Bio di Lubiana, Expo di Montreal, Eurodomus di Genova, Torino e Milano. Partecipa e esposizioni di design in Giappone, Stati Uniti, Unione Sovietica, Brasile, Inghilterra, Francia e paesi scandinavi. (1) La sua ossessione era la velocità: in auto, sugli sci, di pensiero soprattutto. Lo conferma Gae Aulenti, cara amica, che racconta “Un giorno Colombo mi profetizzò: “Tra non molto avremo tutti telefoni da tasca”. All’epoca una visione inaudita”. (2)

Apparecchi di illuminazione

Progettista attivo nella ricerca di nuovi materiali come metacrilato, polipropilene, ABS, fiberglass, e delle nuovi fonti luminose come le lampade a calotta specchiata e alogene.
Con la lampada “Acrilica” Joe Colombo inizia la sua carriera di designer. Composta un convettore in plexiglas e da una base in metallo laccato che contiene la sorgente: un tubo in neon. Questo suo primo progetto con il fratello Gianni, riceve nel 1964 la medaglia d’oro alla XXIII Triennale di Milano. (3) Una lampada senza luce, nel senso che la sorgente è celata, “traduzuine” delle riflessioni di Colombo del ruolo della luce nell’arte. Ma risolta in linguaggio di design, sia nel disegno sia nell’adozione e nell’utilizzo di materiali prodotti industrialmente, il metacrilato ma anche il neon. (4)

  • 1962 – Lampada da tavolo “Acrilica” per Oluce – Joe e Gianni Colombo

Dettaglio della lampada Acrilica per Oluce(1962 – Lampada da tavolo “Acrilica” per Oluce – Joe e Gianni Colombo – Photo courtesy: Pinterest)

  • 1964 – Lampada da tavolo “Aton” per Oluce – Joe Colombo

La lampada da tavolo Aton accesa(1964 – Lampada da tavolo “Aton” per Oluce – Joe Colombo – Photo courtesy: Pinterest)

  • 1964 – Lampada con paralume girevole per Kartell – Ignazia Favata – Studio Joe Colombo

La lampada da giardino Ragno può essere utilizzata anche come seduta. Il diffusore è in vetro Fresnel, originariamente utilizzato come materiale isolante per l’alta tensione.

  • 1964 – Lampada da giardino “Ragno” per Oluce – Joe Colombo

Lampada da giardino Ragno(1964 – Lampada da giardino “Ragno” per Oluce – Joe Colombo – Photo courtesy: Pinterest)

  • 1965 – Lampada da tavolo “Spider” per Oluce – Joe Colombo

La lampada Spider per Oluce

(1965 – Lampada da tavolo “Spider” per Oluce – Joe Colombo – Photo courtesy: Pinterest)

Progettata per una produzione di massa. Esistono una versione a plafoniera e due da tavolo, delle quali una con scomparti portaoggetti.

  • 1965 – Lampada da tavolo in metacrilato per Kartell – Joe Colombo

La serie di lampade Coupé comprende due paralumi diversi, uno cilindrico e uno semisferico che si possono combinare con varie basi e piedistalli, diventando lampade da tavolo, a stelo, murali e plafoniere.

  • 1967 – Lampada da terra “Coupé” per Oluce – Joe Colombo

Vista laterale della lampada da terra Coupe
(1967 – Lampada da terra “Coupé” per Oluce – Joe Colombo – Photo courtesy: Pinterest)

Alogena è la prima lampada per interni provvista di lampada alogena. Il problema di dissipare il calore prodotto viene risolto da Colombo con aperture di ventilazione che conferiscono alla lampada un aspetto tecnico ed elegante.

  • 1970 – Lampada da terra “Alogena” per Oluce – Joe Colombo

Alogena progettata da Joe Colombo

(1970 – Lampada da terra “Alogena” per Oluce – Joe Colombo – Photo courtesy: Pinterest)

  • 1970 – Lampada da tavolo “Topo” per Stilnovo – Joe Colombo

La lampada da tavolo Topo(1970 – Lampada da tavolo “Topo” per Stilnovo – Joe Colombo – Photo courtesy: Pinterest)

Nel decennio degli anni Settanta l’apparecchio di illuminazione viene realizzato recuperando materiali e modelli dei settori tecnici e dal mondo del lavoro: la “tartaruga”, lampada usata nei cantieri, viene riproposta per ambienti rustici o casual. Le lampade degli studi fotografici, con alette o bandiere per il controllo del flusso, suggeriscono nuove forme ed accorgimenti tecnici. Il Triedro di Joe Colombo è un esempio di questa tendenza. (5)

  • 1972 – Lampada a morsetto “Triedro” per Stilnovo – Joe Colombo

Triedro progettata per Stilnovo da Joe Colombo(1972 – Lampada a morsetto “Triedro” per Stilnovo – Joe Colombo- Photo courtesy: Pinterest)

Joe Colombo e Livio Castiglioni

“Italy: The New Domestic Landscape” al Museum of Modern Art di New York nel 1972 i più famosi designer italiani progettano e illustrano le loro idee sull’abitare. Vengono selezionati Ettore Sottsass, Gae Aulenti, Alberto Roselli, Marco Zanuso, Gaetano Pesce, Joe Colombo e tanti altri. Total Furnishing Unit è l’ultimo progetto di Joe Colombo. Una cellula abitativa autonoma caratterizzata dalla massima flessibilità. Il progetto viene completato sotto la direzione della sua assistente Ignazia Favata, perché Joe Colombo muore il 1 luglio 1971 nel corso dei preparativi per la mostra. Per la mostra viene prodotto un film sulla Total Furnishing Unit al quale collaborano il fratello Gianni e l’architetto ed esperto di illuminazione Livio Castiglioni. (6)

Bibliografia:
(1) Anty Pansera. Dizionario del design italiano, Milano, 1995, Cantini Editore
(2) Susanna Legrenzi. Articolo Il Dandy del Design, pag. 130
(3) Mateo Kries, Alexander Von Vegesack, Joe Colombo Inventing the future, Weil am Rhein, 2005, Vitra Design Stiftung
(4) Alberto Bassi, La luce italiana, Milano, 2003, Electa
(5) Piero Castiglioni, Chiara Baldacci, Giuseppe Biondo, Lux: Italia 1930-1990. L’architettura della luce, 1991, Berenice, Milano
(6) Mateo Kries, Alexander Von Vegesack, Joe Colombo Inventing the future, Weil am Rhein, 2005, Vitra Design Stiftung

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Questa sezione è dedicata al design e alla storia dell'architettura. Cercheremo con l'analisi storica di capire i bisogni attuali e quali saranno gli obiettivi futuri. Inoltre parleremo dei concorsi, le porte di accesso al mercato del lavoro, delle associazioni di settore e dell'indotto reale dietro le multinazionali produttrici di lampade.

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