BREEAM-Standard-Struttura-a-Crediti-e-Requisiti-Illuminotecnici-slide

Standard, Struttura a Crediti e Requisiti Illuminotecnici

Come impostare un progetto luce conforme: daylighting, controlli, efficienza e riduzione dell’inquinamento luminoso.

Il BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method), sviluppato nel Regno Unito dal Building Research Establishment (BRE) e introdotto nel 1990, rappresenta il primo sistema al mondo per la valutazione della sostenibilità degli edifici. È oggi riconosciuto a livello internazionale come uno standard di riferimento e viene applicato in milioni di progetti in tutto il mondo, con una particolare diffusione nel contesto europeo. L’obiettivo principale del protocollo è valutare e promuovere edifici sostenibili, caratterizzati da un basso impatto ambientale e da elevati livelli di comfort e benessere per gli occupanti. BREEAM definisce criteri di prestazione che consentono di misurare l’efficienza energetica, la gestione delle risorse naturali, l’utilizzo di materiali a ridotto impatto, la corretta gestione dei rifiuti e la qualità ambientale interna. Il sistema premia le strategie progettuali capaci di integrare aspetti ambientali, economici e sociali, guidando i professionisti verso soluzioni equilibrate e responsabili.

Il metodo adotta una struttura a crediti che consente di valutare in modo integrato la sostenibilità complessiva dell’edificio. Ogni ambito — dalla gestione progettuale al benessere interno, dall’energia ai trasporti, dall’acqua ai materiali, dai rifiuti alla biodiversità, fino all’inquinamento e all’innovazione — è tradotto in criteri tecnici specifici, la cui soddisfazione genera punteggi ponderati. Il risultato finale, espresso in percentuale, determina il livello di certificazione: “Pass”, “Good”, “Very Good”, “Excellent” o “Outstanding”. Quest’ultimo, che rappresenta la massima prestazione ottenibile, richiede il raggiungimento di almeno l’85% dei crediti totali previsti.

Il sistema BREEAM è applicabile a tutte le tipologie edilizie, comprese le nuove costruzioni, le ristrutturazioni e gli edifici esistenti in esercizio. Le sue versioni internazionali consentono di adattare i criteri alle specificità climatiche e normative locali, mantenendo al tempo stesso un approccio metodologico coerente e comparabile. Grazie a questa flessibilità, BREEAM è oggi utilizzato in progetti di scala e destinazione d’uso molto diverse, dagli uffici alle scuole, dalle residenze agli edifici pubblici. Più che un mero strumento di certificazione, BREEAM costituisce una guida operativa per la progettazione sostenibile, poiché indirizza le scelte sin dalle prime fasi del processo edilizio. Promuove un approccio basato sul ciclo di vita dell’edificio (Life Cycle Assessment), incoraggiando la riduzione degli impatti ambientali in ogni fase, la durabilità dei materiali e l’efficienza in esercizio. I principali crediti diretti da considerare in un progetto illuminotecnico BREEAM sono:

 Hea 01 - Visual Comfort (fino a 8 crediti)

Illuminazione naturale (Daylighting) BREEAM pone grande enfasi sul daylighting, riconoscendo i benefici della luce naturale per il benessere e la riduzione dei consumi. Il credito Hea 01 richiede di garantire adeguati livelli di illuminamento naturale in una percentuale significativa degli ambienti occupati. In pratica vengono definiti valori minimi di fattore medio di luce diurna (Average Daylight Factor, ADF) per diverse tipologie di locali (ad es. ~2% ADF minimo per uffici, scuole, ecc.) da raggiungere su almeno il 60–80% della superficie utile interessata. Una progettazione ottimale dell’involucro (ampie superfici vetrate, lucernari, atri interni riflettenti) e dell’interno (colori chiari, arredi che non ostacolano la luce) è necessaria per soddisfare questi requisiti. BREEAM richiede inoltre un’analisi quantitativa (daylight simulation) per verificare il rispetto dei parametri e assegnare i relativi crediti. È importante che tutti gli ambienti rilevanti risultino conformi affinché il/i credito/i daylighting vengano riconosciuti: l’intento è migliorare la luce naturale in tutte le aree occupate pertinenti.

Controllo dell’abbagliamento (Glare Control) Ottenere molta luce naturale è positivo, ma occorre evitare l’abbagliamento diretto del sole o il contrasto eccessivo. BREEAM prescrive una strategia di glare control per tutti gli spazi dove la luce solare o artificiale potrebbe disturbare le attività visive. Ciò può includere dispositivi fissi (brise-soleil, frangisole, pellicole antiriflesso) e mobili (tende o schermature regolabili). Il protocollo richiede che “il potenziale di abbagliamento sia eliminato in tutte le aree rilevanti” e che le schermature massimizzino comunque l’ingresso di luce diffusa. Sono ammessi schermi totalmente opachi per bloccare il sole diretto (es. tende oscuranti a rullo; veneziane ad alta riflettanza esterna). È fondamentale che, in presenza di ampie superfici vetrate, sia sempre previsto un mezzo per filtrare/oscura­re il sole nelle ore critiche, evitando di dover aumentare l’illuminazione artificiale per compensare. La strategia di glare control non deve comportare incrementi di consumo (evitare soluzioni che forzino le luci accese in diurno).

Vista verso l’esterno (View Out) Un criterio di Hea 01 è la vista verso l’esterno: una larga parte degli spazi occupati deve disporre di finestre ampie e prossime alle postazioni, così che gli occupanti vedano l’esterno e beneficino di luce e connessione visiva. In pratica, spesso si richiede che ≥95% della superficie di ogni area occupata abbia vista adeguata (es. distanza ≤7 m da una finestra). La vista è “adeguata” se da seduti l’orizzonte esterno è visibile a 1,2–1,3 m dal pavimento (quota occhi). Ciò aiuta a rilassare/rifocalizzare la vista, riducendo affaticamento. Uffici open-space, aule, sale di disegno dovrebbero prevedere finestre basse e larghe o superfici vetrate trasparenti per massimizzare le viste. Il criterio si applica soprattutto a postazioni fisse (corridoi o locali di passaggio possono essere esclusi).

Livelli di illuminamento e qualità luminosa BREEAM richiede conformità agli standard di buona pratica. In Europa: EN 12464-1:2021 (Illuminazione dei posti di lavoro – Interni), che definisce illuminamenti medi, UGR, CRI e uniformità per i compiti visivi. Esempi: 500 lx sul piano di lavoro con UGR ≤19 per uffici; 300 lx per aree con videoterminali (richiamo CIBSE LG7). Il progetto deve raggiungere i lux richiesti, con uniformità e controllo dell’abbagliamento. In verifica, possibili simulazioni o misure. Per la qualità spettrale, CRI ≥80 (superiore dove critico) è best practice consolidata.

Flicker e alimentazione elettronica BREEAM storicamente richiede componenti che eliminino lo sfarfallio percepibile. Con LED moderni e driver di qualità, il requisito (ex fluorescenti con reattori HF) è soddisfatto: emissione stabile, senza tremolii, per prevenire affaticamento visivo.

Zonizzazione e controlli per gli occupanti L’illuminazione interna deve essere suddivisa in zone controllabili: l’utente deve poter regolare o almeno on/off su piccole aree (guideline: ~40 m² o ~4 postazioni in open-space). In un ufficio da 200 m², meglio 5–6 zone indipendenti che un unico comando generale. BREEAM valorizza la user controllability (comfort, riduzione sprechi). Nei locali di passaggio/servizio è accettabile l’automatico (sensori) senza controlli manuali locali.

Sensori e gestione intelligente Integrare sensori di presenza (PIR) e sensori diurna migliora efficienza (Ene 01/Ene 03) e comfort (spegnimenti inutili). In spazi intermittenti, i PIR spengono dopo assenza; nelle zone con luce naturale, i daylight sensor consentono dimming automatico (daylight harvesting). File di apparecchi vicino alle finestre si attenuano con il sole, evitando sprechi e eccessi di luce.

 Ene 01 – Prestazione Energetica dell’Edificio (fino a 12 crediti)

Efficienza energetica e ruolo dell’illuminazione Il credito Ene 01 del protocollo BREEAM ha come obiettivo principale la riduzione dei consumi energetici operativi e delle emissioni di CO₂ associate al funzionamento dell’edificio. Esso valuta la prestazione complessiva del fabbricato in termini di efficienza, includendo il contributo di tutti i sistemi tecnici – tra cui l’impianto di illuminazione, che rappresenta una delle principali voci di consumo elettrico negli edifici ad uso terziario. La progettazione illuminotecnica svolge pertanto un ruolo determinante nel raggiungimento di prestazioni energetiche elevate. Un impianto di illuminazione efficiente consente di ridurre in modo significativo il Lighting Power Density (LPD), ottimizzare l’uso della luce naturale e integrare sistemi di controllo intelligenti che modulano la potenza in base alle reali esigenze. BREEAM riconosce tali strategie come elementi fondamentali per il conseguimento dei crediti Ene 01, che incidono in maniera diretta sulla classificazione energetica e sul punteggio finale della certificazione. In fase progettuale, è necessario dimostrare che la soluzione proposta consenta di ridurre i consumi rispetto a un edificio di riferimento conforme ai requisiti minimi di legge (es. Direttiva EPBD e decreti nazionali di recepimento). Il modello di calcolo energetico deve includere i dati relativi al sistema di illuminazione, comprensivi di efficienza media ponderata dei corpi illuminanti, durata di accensione, profilo di utilizzo e strategie di controllo adottate.

Progettazione dell’illuminazione ad alta efficienza Per ottenere un contributo significativo al credito Ene 01, il progettista illuminotecnico deve adottare una serie di soluzioni mirate all’ottimizzazione del rendimento e alla riduzione delle perdite. In primo luogo, è essenziale utilizzare sorgenti luminose a elevata efficacia (tipicamente LED di ultima generazione con valori ≥ 120 lm/W) e apparecchi che assicurino una buona gestione termica e un driver elettronico ad alta efficienza (≥90%). Gli apparecchi devono essere selezionati tenendo conto non solo dell’efficacia iniziale, ma anche della manutenzione del flusso luminoso (L80 o L90), per garantire prestazioni costanti nel tempo e un corretto dimensionamento dei livelli di illuminamento medio mantenuto. È buona pratica progettuale adottare una densità di potenza installata contenuta: per ambienti d’ufficio, ad esempio, i valori raccomandati si attestano intorno a 7 W/m², mentre per aree di passaggio e locali tecnici possono essere ridotti a 3–4 W/m². Il rispetto di tali valori, in linea con le raccomandazioni della UNI EN 15193-1:2017 (metodo LENI), contribuisce a dimostrare la conformità del progetto agli obiettivi di BREEAM Ene 01. La progettazione integrata con l’involucro edilizio e la luce naturale rappresenta un ulteriore elemento chiave: l’uso combinato di daylighting e illuminazione artificiale adattiva consente di ridurre i consumi mantenendo i livelli di comfort visivo richiesti da Hea 01. In particolare, le file di apparecchi prossime alle finestre dovrebbero essere controllate da sensori di luminosità (daylight sensors), in modo da attenuare automaticamente il flusso quando la luce naturale risulta sufficiente.

Sistemi di controllo e gestione intelligente Oltre alla qualità delle sorgenti, BREEAM enfatizza l’importanza dei sistemi di controllo intelligenti che regolano il funzionamento dell’illuminazione in funzione della presenza e dell’apporto di luce diurna. Le strategie di controllo consigliate includono:

  • Sensori di presenza (PIR o HF) per l’accensione automatica solo in presenza di utenti e lo spegnimento in assenza di movimento dopo un intervallo temporale definito;
  • Sensori di luce diurna, che regolano il livello di dimming in base alla quantità di illuminamento naturale disponibile;
  • Programmazioni orarie o timer astronomici per garantire lo spegnimento delle luci fuori orario di utilizzo;
  • Comandi manuali o digitali di zona, che consentano agli occupanti di gestire autonomamente le luci di un’area circoscritta (es. 4 postazioni o ~40 m²).

L’integrazione di tali dispositivi consente una regolazione dinamica della luce (“light-on-demand”), garantendo un comfort visivo costante e riducendo il consumo di energia. In ambienti di uso intermittente (sale riunioni, corridoi, bagni), l’uso di controlli automatici può portare a riduzioni fino al 40% dei consumi rispetto ad accensioni fisse. I sistemi di gestione più avanzati, come DALI-2, KNX o BACnet, permettono inoltre la comunicazione bidirezionale tra i dispositivi e il sistema di supervisione (BMS), consentendo di monitorare in tempo reale lo stato degli apparecchi, raccogliere dati di consumo e applicare strategie di ottimizzazione energetica automatica. Questa integrazione è particolarmente valorizzata da BREEAM in sinergia con il credito Ene 02 (Energy Monitoring).

Verifica delle prestazioni e modellazione energetica Ai fini della certificazione, BREEAM richiede di documentare il contributo dell’impianto di illuminazione alla prestazione complessiva dell’edificio mediante un modello energetico dettagliato, basato su simulazioni conformi agli standard nazionali. In Italia, il riferimento principale è la UNI/TS 11300-1 e -2, integrata dal metodo LENI per la parte illuminotecnica. Quest’ultimo calcola l’indice di consumo energetico per l’illuminazione (kWh/m²·anno) tenendo conto dei tempi di accensione, dei fattori di utilizzo e delle strategie di controllo adottate. La verifica può essere eseguita con software certificati o tramite report specifici che dimostrino:

  • la potenza installata totale e la media per metro quadro;
  • la differenza percentuale di consumo rispetto all’edificio di riferimento;
  • l’uso di tecnologie LED conformi agli standard ENEC/CEI EN 60598;
  • la presenza di controlli intelligenti con schemi logici e diagrammi di funzionamento.

L’ottenimento dei crediti Ene 01 è proporzionale al grado di riduzione del consumo energetico rispetto al baseline: in edifici altamente performanti si possono ottenere punteggi equivalenti a una riduzione del 25–40% dei consumi totali rispetto al minimo normativo.

Ene 02 – Monitoraggio dei Consumi Energetici (Energy Monitoring) (fino a 2 crediti)

Obiettivo e importanza del monitoraggio energetico Il credito Ene 02 – Energy Monitoring del protocollo BREEAM è dedicato al tema del monitoraggio dei consumi energetici, considerato uno strumento essenziale per garantire che l’edificio mantenga nel tempo le prestazioni previste in fase di progetto. Il principio di fondo è che “ciò che non si misura non si può migliorare”: la sola progettazione di un impianto efficiente non assicura di per sé un basso consumo se non è supportata da un sistema di controllo che consenta di analizzare, verificare e correggere i comportamenti di utilizzo nel tempo. Nel contesto illuminotecnico, il monitoraggio consente di: 1) quantificare l’effettivo consumo elettrico degli apparecchi e dei driver; 2) individuare anomalie o accensioni non necessarie; 3) ottimizzare le logiche di controllo in base agli orari di utilizzo reali; 4) pianificare la manutenzione predittiva in funzione delle ore di funzionamento. BREEAM richiede che i consumi elettrici dell’illuminazione siano misurati separatamente rispetto ad altri servizi (riscaldamento, raffrescamento, prese, ascensori, ecc.), così da rendere possibile una valutazione specifica e puntuale del comportamento energetico del sistema luce.

Struttura del sistema di monitoraggio Un progetto illuminotecnico conforme a Ene 02 deve prevedere una architettura di misura articolata e leggibile, in grado di fornire dati utili alla gestione. Il sistema deve includere:

  • sottocontatori dedicati all’illuminazione, installati nei quadri elettrici di zona o di piano;
  • un sistema di raccolta dati centralizzato, integrato nel Building Management System (BMS) o in una piattaforma equivalente;
  • interfacce di comunicazione standardizzate, come DALI-2, KNX, Modbus o BACnet, per consentire il dialogo tra i dispositivi di misura e i sistemi di controllo;
  • un cruscotto energetico (dashboard) che consenta di visualizzare in tempo reale i consumi e di generare report periodici (giornalieri, settimanali, mensili).

La separazione dei circuiti di illuminazione è un requisito chiave: in edifici complessi, BREEAM raccomanda di suddividere i circuiti per funzione d’uso o zona (es. uffici, aree comuni, locali tecnici, illuminazione esterna), in modo che eventuali scostamenti siano facilmente identificabili. Il livello di dettaglio richiesto deve consentire al gestore di individuare rapidamente quali aree o apparecchiature presentano consumi anomali o inefficienze.

Rilevazione e trasmissione dei dati Per garantire un monitoraggio efficace, BREEAM richiede che i dati energetici siano: rilevati automaticamente, senza necessità di interventi manuali frequenti; registrati con frequenza regolare (preferibilmente oraria o sub-oraria); trasmessi e archiviati in un sistema accessibile ai responsabili della gestione energetica. Un impianto di illuminazione moderno basato su DALI-2 o su protocolli equivalenti consente di rilevare non solo l’energia consumata, ma anche parametri avanzati come: ore di accensione e livello medio di dimming; stato dei singoli apparecchi (guasti, disconnessioni, superamento soglie termiche); profilo di utilizzo nel tempo. Queste informazioni sono fondamentali per effettuare un’analisi comparativa tra il comportamento previsto in progetto e quello reale in esercizio, e per calibrare le logiche di controllo (ad esempio, regolare la soglia di sensibilità dei sensori di presenza o la curva di dimming in base alla luminosità naturale).

Integrazione con il Building Management System (BMS) BREEAM valorizza fortemente l’integrazione del monitoraggio energetico con un sistema di gestione automatizzata dell’edificio (BMS). Attraverso il BMS è possibile: controllare in modo coordinato illuminazione, HVAC, tende e schermature; correlare i dati energetici con quelli ambientali (temperatura, CO₂, illuminamento naturale); attivare strategie adattive di ottimizzazione (es. riduzione dell’intensità luminosa quando i livelli di CO₂ o la temperatura indicano bassa occupazione); generare report di sintesi automatici, che permettono di verificare il rispetto delle prestazioni energetiche previste in Ene 01. Per essere pienamente conforme, il sistema di monitoraggio deve consentire la consultazione dei dati da parte del gestore o del facility manager, includendo una formazione operativa per l’uso dell’interfaccia e l’interpretazione delle metriche. Questo requisito si collega direttamente al credito Man 04 – Commissioning and Handover, che impone di consegnare al committente un manuale operativo e manutentivo (O&M) contenente anche le procedure di monitoraggio.

Documentazione e verifiche richieste Per la verifica del credito Ene 02, BREEAM richiede la presentazione di una serie di evidenze tecniche che attestino la presenza e la funzionalità del sistema di misura. Tra i principali documenti richiesti:

  • schemi unifilari dell’impianto con indicazione dei punti di misura e dei sottocontatori;
  • diagramma funzionale del sistema di acquisizione dati;
  • specifiche tecniche dei contatori (classe di precisione, protocollo di comunicazione);
  • manuale d’uso e manutenzione del sistema di monitoraggio;
  • report di formazione fornito al personale di gestione;
  • dichiarazione del progettista o del system integrator attestante la conformità ai requisiti di Ene 02.

In fase di audit, l’assessore BREEAM può richiedere la dimostrazione pratica della lettura dei dati o la visualizzazione di un estratto del cruscotto energetico, per verificare che il sistema sia operativo e utilizzabile.

 

Ene 03 – Illuminazione Esterna (1 credito)

Efficienza e controllo dell’illuminazione outdoor Il credito Ene 03 – External Lighting del protocollo BREEAM ha come obiettivo principale la riduzione dei consumi energetici associati ai sistemi di illuminazione esterna, incoraggiando l’impiego di apparecchi ad alta efficienza e di sistemi di controllo automatico in grado di adattare il flusso luminoso alle effettive esigenze di sicurezza e fruizione. Questo credito si applica a tutte le sorgenti luminose collocate all’esterno del volume edilizio riscaldato, ovvero illuminazioni di facciata, accessi, percorsi pedonali, vialetti carrabili, parcheggi e aree di servizio. BREEAM distingue in modo chiaro l’illuminazione esterna funzionale, legata alla sicurezza e alla mobilità, da quella puramente decorativa o architettonica, che – se non giustificata da motivi di sicurezza – è scoraggiata e può compromettere l’ottenimento del credito. L’obiettivo è garantire la quantità di luce necessaria e nulla di più, riducendo l’impatto energetico e assicurando al contempo comfort visivo, orientamento e sicurezza notturna.

Criteri di efficienza luminosa Per risultare conforme, l’illuminazione esterna deve essere progettata con apparecchi LED di ultima generazione e garantire un’elevata efficacia luminosa media iniziale, pari ad almeno 70 lumen per watt (lm/W), calcolata come valore medio ponderato sull’intero impianto. Tale soglia rappresenta un requisito minimo, ma nella pratica gli apparecchi LED moderni per uso esterno (es. lampioni stradali, proiettori asimmetrici o bollard schermati) raggiungono valori compresi tra 100 e 150 lm/W, assicurando un ampio margine di prestazione. L’obiettivo non è solo ridurre il consumo elettrico, ma anche garantire durabilità e manutenzione semplificata, grazie a LED con lunga vita utile (≥ 100.000 ore L80B10) e driver ad alta efficienza. La scelta della distribuzione fotometrica riveste un ruolo strategico: apparecchi con ottiche asimmetriche, vetro piano e ULR=0% permettono di orientare la luce solo sulle superfici da illuminare, riducendo sprechi e dispersioni verso l’alto o oltre i confini del sito. Questo approccio tecnico si collega direttamente al credito Pol 04, relativo al contenimento dell’inquinamento luminoso.

Sistemi di controllo e temporizzazione BREEAM richiede che ogni impianto di illuminazione esterna sia dotato di dispositivi automatici di controllo, capaci di evitare l’accensione in condizioni non necessarie e di adattare il funzionamento all’effettivo utilizzo dell’area. I controlli ammessi includono:

  • Sensori crepuscolari, che attivano l’impianto solo quando il livello di illuminamento naturale scende sotto una soglia prestabilita (tipicamente 20–50 lux);
  • Timer astronomici, che regolano accensione e spegnimento in base all’ora legale e alla posizione geografica;
  • Sensori di presenza (PIR o radar), utilizzabili in parcheggi, viali secondari e aree di passaggio sporadico, in grado di portare i livelli luminosi al 100% solo in presenza di persone o veicoli;
  • Sistemi di dimming programmato, che riducono il flusso luminoso a una frazione del valore nominale (ad esempio 30%) nelle ore di basso traffico.

In linea con la buona pratica illuminotecnica definita dall’ILP (Institute of Lighting Professionals), BREEAM prevede che tutte le luci non essenziali siano spente o attenuate tra le 23:00 e le 07:00, salvo esigenze di sicurezza. Le uniche eccezioni ammesse riguardano:

  • illuminazioni di emergenza o di sicurezza permanenti, necessarie per la sorveglianza o per motivi antintrusione;
  • insegne obbligatorie per ragioni normative o di sicurezza stradale.

In tal caso, anche le luci di sicurezza dovranno essere ottimizzate, ad esempio mantenendo un livello minimo di flusso o limitando la loro estensione al perimetro strettamente necessario.

Illuminamento funzionale e verifica progettuale La progettazione illuminotecnica deve garantire che i livelli di illuminamento siano adeguati allo scopo, evitando sovradimensionamenti. Per aree pedonali, parcheggi e accessi, i valori di riferimento sono quelli indicati dalla UNI EN 12464-2:2014 – Illuminazione dei posti di lavoro esterni, che stabilisce i livelli medi, le uniformità e i limiti di abbagliamento per ogni tipologia di ambiente. Ad esempio:

  • 5–10 lux per camminamenti e parcheggi residenziali;
  • 20 lux per ingressi principali e aree di carico;
  • 50 lux per zone di attività specifica o di sorveglianza.

È buona norma progettuale non superare i livelli minimi raccomandati, in quanto un’eccessiva illuminazione esterna aumenta i consumi e l’impatto ambientale. Il calcolo deve essere eseguito mediante software di simulazione fotometrica (Dialux, Relux, Litestar), documentando i valori di illuminamento, uniformità e luminanza. In sede di audit, BREEAM richiede la presentazione dei report di calcolo e delle schede tecniche di ciascun apparecchio installato.

Casi particolari e esclusioni Nel caso in cui un progetto non preveda illuminazione esterna o si limiti a quella necessaria per motivi di sicurezza minima, BREEAM consente di ottenere il credito per default, a condizione che la scelta sia giustificata e non comprometta la fruibilità o la conformità alle normative locali. Ad esempio, un edificio residenziale in area privata con accesso interno ben illuminato può evitare l’installazione di lampioni esterni e ottenere comunque il credito, purché documenti l’assenza di rischi per gli utenti e la conformità alle disposizioni di sicurezza. Viceversa, se il progetto mantiene impianti esistenti non conformi, essi devono essere adeguati agli standard di efficienza e controllo: non è ammesso includere apparecchi obsoleti o con sorgenti a scarica (es. sodio o alogeni metallici) senza aggiornamento tecnologico.

 

Pol 04 – Riduzione dell’Inquinamento Luminoso Notturno (1 credito)

Obiettivo e principi generali Il credito Pol 04 – Reduction of Night-time Light Pollution del protocollo BREEAM si propone di limitare l’impatto ambientale dell’illuminazione esterna notturna, salvaguardando la qualità del cielo stellato, la percezione naturale del paesaggio e il benessere delle comunità umane e animali. L’inquinamento luminoso è definito come l’emissione di luce artificiale al di fuori delle aree e delle direzioni per cui è necessaria, con conseguente dispersione verso l’alto o verso zone non pertinenti (spill light). BREEAM, in coerenza con i principi dell’Institute of Lighting Professionals (ILP) e della Commission Internationale de l’Éclairage (CIE), promuove una progettazione che garantisca efficienza, direzionalità e controllo ottico, evitando abbagliamenti e dispersioni che alterino la visione notturna e interferiscano con l’ecosistema. Il credito si applica a tutte le sorgenti esterne permanenti all’interno del confine di progetto, incluse quelle installate per sicurezza, viabilità, arredo urbano o valorizzazione architettonica. Nel caso in cui l’edificio non preveda illuminazione esterna superflua o non funzionale, il credito può essere ottenuto per default, purché tale scelta sia giustificata e non comprometta la sicurezza degli utenti.

Ambito e logica progettuale BREEAM adotta un approccio basato sulla valutazione quantitativa dell’impatto luminoso, richiedendo che la progettazione rispetti i limiti di luminanza e illuminamento definiti da documenti tecnici autorevoli come:

  • ILP GN01:2021 – Guidance Notes for the Reduction of Obtrusive Light, riferimento principale del protocollo;
  • CIE 150:2017 – Guide on the Limitation of the Effects of Obtrusive Light, che definisce i parametri fotometrici e le metodologie di valutazione;
  • CIE 126:1997 – Guidelines for Sky Glow Calculations, relativa alla dispersione verso il cielo;
  • UNI 10819:2021, per il contesto normativo italiano, e DM 27/09/2017 (CAM Illuminazione Pubblica), per analogia ai criteri ambientali minimi.

Queste linee guida classificano il territorio in zone ambientali (da E0 a E4) in funzione della sensibilità luminosa del contesto:

  • E0 – Aree astronomiche o di protezione ambientale (assenza di luce artificiale);
  • E1 – Aree naturali o rurali (bassa luminanza);
  • E2 – Periferie e zone residenziali;
  • E3 – Aree urbane standard;
  • E4 – Centri cittadini o commerciali ad alta luminosità.

Ogni categoria prevede limiti massimi per i seguenti parametri:

  • ULR (Upward Light Ratio): percentuale di flusso emesso sopra l’orizzontale;
  • Ev (Vertical Illuminance): illuminamento verticale massimo ammesso su finestre di edifici adiacenti;
  • L (Luminance): luminanza apparente della sorgente verso osservatori lontani;
  • TI (Threshold Increment): incremento percentuale di abbagliamento ammesso per guidatori o pedoni.

Strategie di riduzione della dispersione luminosa Un progetto illuminotecnico conforme a Pol 04 deve dimostrare che la luce è diretta solo dove serve, con emissione nulla o trascurabile verso l’alto e verso aree non funzionali. Le principali strategie da adottare includono:

  1. Uso di apparecchi full cut-off, con vetro piano orizzontale e ULR = 0%, che impediscono l’emissione sopra l’orizzontale.
    Questi apparecchi garantiscono che l’intero flusso luminoso sia orientato verso il suolo, riducendo sia lo sky glow (chiarore del cielo) sia lo spill light.
  2. Controllo dell’inclinazione (tilt): proiettori e fari devono essere installati con angolo di tilt ≤ 10°, salvo documentata necessità.
    L’inclinazione eccessiva è tra le principali cause di dispersione e abbagliamento.
  3. Schermi e visiere antiabbagliamento: accessori ottici che limitano l’emissione laterale e riducono la visibilità diretta della sorgente da punti esterni al sito.
  4. Regolazione temporale e spegnimento notturno: tutte le luci non di sicurezza devono essere spente o attenuate tra le 23:00 e le 07:00. Il funzionamento deve essere gestito tramite timer astronomico, sensore crepuscolare o logiche integrate nel BMS, garantendo l’accensione solo nelle ore necessarie.
  5. Limitazione del flusso e del contrasto: evitare differenze eccessive di luminanza tra aree contigue e controllare il valore di TI entro i limiti ILP/CIE (es. TI ≤ 10–15% in E2). L’uso di apparecchi a bassa luminanza (cd/m²) migliora il comfort visivo e riduce la percezione di abbagliamento.
  6. Temperatura di colore moderata: scegliere LED con CCT ≤ 3000 K, per ridurre la componente blu dello spettro responsabile di dispersione Rayleigh e disturbo per la fauna notturna.

Criteri di verifica e documentazione Per dimostrare la conformità ai requisiti di Pol 04, il lighting designer deve fornire:

  • Relazione tecnica con descrizione dei criteri progettuali adottati (ULR, controllo abbagliamento, orari, temperatura di colore);
  • Simulazioni fotometriche che evidenzino i livelli di illuminamento verticale ai confini del sito e le luminanze dirette visibili;
  • Diagrammi di distribuzione fotometrica (curve I–γ) degli apparecchi utilizzati;
  • Schede tecniche con dichiarazione ULR e classificazione ottica;
  • Schema funzionale dei controlli orari e sensori di presenza;
  • Mappa ambientale con indicazione della zona E0–E4 di riferimento, ricavata da documentazione ufficiale o analisi ambientale.

Durante la verifica, l’assessore BREEAM può richiedere la dimostrazione del funzionamento dei controlli automatici (es. test del sensore crepuscolare o simulazione oraria) e la conferma documentata che gli apparecchi installati rispettino i limiti di emissione indicati.

Interrelazione con altri crediti Il credito Pol 04 opera in stretta sinergia con Ene 03 – Illuminazione esterna, che si concentra sull’efficienza energetica. In pratica, i due criteri sono complementari:

  • Ene 03 valuta quanto consumo energetico è necessario per illuminare le aree esterne;
  • Pol 04 verifica come e dove viene distribuita la luce, assicurando che essa non fuoriesca dal campo utile.

Un impianto conforme a Pol 04 è quasi sempre conforme anche a Ene 03, poiché la riduzione della dispersione luminosa implica un uso più efficiente del flusso e, conseguentemente, un minor consumo. Viceversa, un progetto energeticamente efficiente ma con proiettori inclinati o sorgenti non schermate non soddisfa Pol 04 e non contribuisce alla sostenibilità ambientale.

Oltre ai crediti BREEAM che trattano in modo diretto gli aspetti di comfort visivo, efficienza energetica e inquinamento luminoso (Hea 01, Ene 01–03, Pol 04), esistono ulteriori crediti che — pur non essendo primariamente dedicati alla luce — coinvolgono il lighting design in forma complementare o trasversale. Questi criteri influenzano la coerenza ambientale complessiva del progetto e richiedono un coordinamento tra il progettista illuminotecnico, il team energetico e le figure responsabili di sostenibilità. Essi riguardano temi come il comfort termo-visivo, la sicurezza degli spazi esterni, la mobilità sostenibile, la taratura e verifica dell’impianto, la gestione del ciclo di vita dei materiali e la valorizzazione dell’innovazione. L’integrazione consapevole di tali requisiti consente di:

  • consolidare la sinergia tra prestazione luminosa e comfort ambientale;
  • favorire la manutenzione efficiente e il monitoraggio in esercizio;
  • rafforzare il punteggio complessivo BREEAM con contributi tecnici e percettivi derivanti dal lighting design.

I crediti analizzati di seguito non richiedono necessariamente simulazioni fotometriche, ma implicano documentazioni di conformità, verifiche funzionali e scelte progettuali coerenti con la filosofia di sostenibilità promossa dal protocollo. I principali crediti in-diretti da considerare in un progetto illuminotecnico BREEAM sono:

 Hea 04 – Thermal Comfort (1 credito) riguarda la valutazione del comfort termico percepito dagli occupanti, in relazione alla temperatura operativa degli ambienti. Pur non essendo un credito direttamente illuminotecnico, BREEAM richiede che le fonti di calore e radiazione luminosa non generino discomfort termico o asimmetrie radianti. Dal punto di vista del lighting design, ciò implica particolare attenzione a:

  • la temperatura di colore correlata (CCT) e l’effetto percettivo di “calore visivo” prodotto da sorgenti a tonalità calde (<3000 K);
  • il fattore di riflessione delle superfici, che influisce sulla distribuzione luminosa e sulla sensazione termica radiante;
  • il contributo termico dei corpi illuminanti, trascurabile con tecnologia LED ma da considerare nei retrofit di impianti tradizionali.

La progettazione deve garantire che la luce contribuisca al comfort ambientale complessivo, senza generare disturbi o  surriscaldamenti localizzati.

Hea 06 – Security Lighting (1 credito) rientra nella categoria Health & Wellbeing e riguarda la sicurezza percepita degli utenti negli spazi esterni. BREEAM prevede l’adozione di un’illuminazione esterna dedicata per ingressi, percorsi pedonali, parcheggi o aree comuni, in grado di assicurare visibilità e riconoscibilità notturna. Il progetto deve essere coerente con il credito Pol 04, garantendo: assenza di abbagliamento diretto o diffuso; limitazione della dispersione luminosa; uniformità dei livelli di illuminamento per evitare zone d’ombra o contrasti eccessivi. Il lighting designer deve definire i livelli minimi di illuminamento verticale per il riconoscimento facciale e la sicurezza personale, in conformità a: CIE 136:2000 – Guide to Lighting for Security, BS 5489-1 – Road lighting – Part 1: Design of lighting for roads and public amenity areas.

Tra 01 – Transport Assessment and Travel Plan (fino a 2 crediti) mira a promuovere una mobilità sostenibile e sicura per pedoni e ciclisti. Sebbene non direttamente connesso alla luce, l’illuminazione dei percorsi pedonali e ciclabili contribuisce alla sicurezza notturna, alla leggibilità del percorso e alla fruibilità dello spazio urbano. Il lighting designer può supportare il raggiungimento del credito garantendo: livelli di illuminamento adeguati per percorsi pedonali e ciclabili, uniformità e continuità luminosa tra aree pubbliche e private, riduzione dell’abbagliamento e rispetto dei limiti di Pol 04. Le norme tecniche di riferimento includono: EN 13201-2:2015 – Illuminazione stradale – Classi illuminotecniche di progetto; EN 12464-2:2014 – Illuminazione dei posti di lavoro – Esterni.

Man 04 – Commissioning and Handover (fino a 4 crediti) richiede la verifica funzionale e la messa in servizio degli impianti tecnici, inclusi l’illuminazione e i sistemi di controllo. È obbligatorio eseguire un commissioning plan che assicuri la corretta taratura dei dispositivi, la conformità dei livelli di luce e la programmazione dei sensori. Per la parte illuminotecnica, il progettista deve garantire: il collaudo fotometrico e funzionale dell’impianto; la verifica dei settaggi di dimming, presenza e luce diurna; la consegna al committente del Manuale O&M (Operation & Maintenance) con i parametri di programmazione; una sessione formativa per il personale di gestione. Questo credito rafforza i requisiti di Ene 02 – Energy Monitoring e Hea 01 – Visual Comfort, assicurando che le prestazioni progettate siano mantenute in esercizio.

Man 05 – Aftercare (fino a 3 crediti) introduce un sistema di verifica post-occupazionale volto a monitorare il funzionamento reale degli impianti e la soddisfazione degli utenti. Riguarda anche la luce, richiedendo la valutazione del comfort visivo percepito e la raccolta di feedback dagli occupanti. Per conseguire il credito, il gestore o il progettista deve: condurre una Post-Occupancy Evaluation (POE) a distanza di 6–12 mesi; verificare il mantenimento dei livelli di comfort luminoso (illuminamento, abbagliamento, uniformità); analizzare eventuali scostamenti tra simulazione e realtà. In edifici con rating Excellent o Outstanding, questa fase è fondamentale per validare le performance dichiarate e migliorare le strategie di controllo o manutenzione.

Mat 01 – Life Cycle Impacts (punteggio variabile) valuta l’impatto ambientale dei materiali utilizzati nell’edificio lungo il loro intero ciclo di vita. Quando l’impianto di illuminazione è incluso nell’analisi LCA (Life Cycle Assessment), occorre considerare: i materiali dei corpi illuminanti (alluminio, policarbonato, vetro, acciaio); la durata utile delle sorgenti LED e il numero di sostituzioni previste; la possibilità di riciclo e aggiornamento dei componenti ottici o elettronici. La scelta di apparecchi smontabili, aggiornabili e con componenti riciclabili contribuisce a migliorare il punteggio del credito, in coerenza con i principi di Circular Economy promossi da BREEAM.

Wst 01 – Construction Waste Management (punteggio variabile) promuove la riduzione e gestione sostenibile dei rifiuti di cantiere, inclusi i RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Il progetto illuminotecnico deve includere indicazioni per: il recupero e corretto smaltimento dei corpi illuminanti dismessi; la separazione dei materiali in fase di disinstallazione; la restituzione dei componenti al produttore o al circuito RAEE autorizzato. Nei progetti di riqualificazione, è buona pratica redigere un piano di smontaggio e riutilizzo degli apparecchi esistenti, documentando le quantità e i flussi di rifiuti previsti.

Inn 01 – Innovation consente di ottenere fino a 10 punti aggiuntivi premiando soluzioni che superano gli standard minimi BREEAM. Nell’ambito illuminotecnico, sono riconosciute come innovative le strategie che introducono: sistemi circadiani basati su metriche melanopiche (EML o MEDI), conformi alla CIE S 026:2018; smart lighting adaptive con algoritmi predittivi o intelligenza artificiale; materiali ottici sostenibili (riciclati, biocompatibili) o involucri luminosi dinamici che contribuiscono al comfort percettivo; soluzioni human-centric derivate dal protocollo WELL. Il credito valorizza progetti che integrano ricerca, innovazione tecnologica e qualità percettiva, generando benefici sia ambientali sia cognitivi.

Nel panorama internazionale, BREEAM si affianca ad altri protocolli volontari come LEED e WELL. Pur condividendo con LEED la struttura a crediti e l’obiettivo di migliorare le prestazioni ambientali, BREEAM si distingue per un approccio più equilibrato che unisce efficienza energetica e attenzione al benessere degli occupanti. WELL, invece, si concentra esclusivamente sugli aspetti di salute e comfort umano, risultando complementare agli standard ambientali. L’integrazione tra BREEAM, LEED e WELL consente di affrontare in modo olistico la sostenibilità dell’ambiente costruito, combinando la responsabilità ecologica con la centralità dell’esperienza umana.

In conclusione, BREEAM rappresenta uno strumento essenziale per i progettisti illuminotecnici e ambientali, poiché favorisce una visione interdisciplinare e scientificamente fondata della progettazione sostenibile, orientata a edifici efficienti, confortevoli e rispettosi dell’ambiente.

BREEAM-Standard-Struttura-a-Crediti-e-Requisiti-Illuminotecnici-slide

Standard, Struttura a Crediti e Requisiti Illuminotecnici

Come impostare un progetto luce conforme: daylighting, controlli, efficienza e riduzione dell’inquinamento luminoso.

Il BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method), sviluppato nel Regno Unito dal Building Research Establishment (BRE) e introdotto nel 1990, rappresenta il primo sistema al mondo per la valutazione della sostenibilità degli edifici. È oggi riconosciuto a livello internazionale come uno standard di riferimento e viene applicato in milioni di progetti in tutto il mondo, con una particolare diffusione nel contesto europeo. L’obiettivo principale del protocollo è valutare e promuovere edifici sostenibili, caratterizzati da un basso impatto ambientale e da elevati livelli di comfort e benessere per gli occupanti. BREEAM definisce criteri di prestazione che consentono di misurare l’efficienza energetica, la gestione delle risorse naturali, l’utilizzo di materiali a ridotto impatto, la corretta gestione dei rifiuti e la qualità ambientale interna. Il sistema premia le strategie progettuali capaci di integrare aspetti ambientali, economici e sociali, guidando i professionisti verso soluzioni equilibrate e responsabili.

Il metodo adotta una struttura a crediti che consente di valutare in modo integrato la sostenibilità complessiva dell’edificio. Ogni ambito — dalla gestione progettuale al benessere interno, dall’energia ai trasporti, dall’acqua ai materiali, dai rifiuti alla biodiversità, fino all’inquinamento e all’innovazione — è tradotto in criteri tecnici specifici, la cui soddisfazione genera punteggi ponderati. Il risultato finale, espresso in percentuale, determina il livello di certificazione: “Pass”, “Good”, “Very Good”, “Excellent” o “Outstanding”. Quest’ultimo, che rappresenta la massima prestazione ottenibile, richiede il raggiungimento di almeno l’85% dei crediti totali previsti.

Il sistema BREEAM è applicabile a tutte le tipologie edilizie, comprese le nuove costruzioni, le ristrutturazioni e gli edifici esistenti in esercizio. Le sue versioni internazionali consentono di adattare i criteri alle specificità climatiche e normative locali, mantenendo al tempo stesso un approccio metodologico coerente e comparabile. Grazie a questa flessibilità, BREEAM è oggi utilizzato in progetti di scala e destinazione d’uso molto diverse, dagli uffici alle scuole, dalle residenze agli edifici pubblici. Più che un mero strumento di certificazione, BREEAM costituisce una guida operativa per la progettazione sostenibile, poiché indirizza le scelte sin dalle prime fasi del processo edilizio. Promuove un approccio basato sul ciclo di vita dell’edificio (Life Cycle Assessment), incoraggiando la riduzione degli impatti ambientali in ogni fase, la durabilità dei materiali e l’efficienza in esercizio. I principali crediti diretti da considerare in un progetto illuminotecnico BREEAM sono:

 Hea 01 - Visual Comfort (fino a 8 crediti)

Illuminazione naturale (Daylighting) BREEAM pone grande enfasi sul daylighting, riconoscendo i benefici della luce naturale per il benessere e la riduzione dei consumi. Il credito Hea 01 richiede di garantire adeguati livelli di illuminamento naturale in una percentuale significativa degli ambienti occupati. In pratica vengono definiti valori minimi di fattore medio di luce diurna (Average Daylight Factor, ADF) per diverse tipologie di locali (ad es. ~2% ADF minimo per uffici, scuole, ecc.) da raggiungere su almeno il 60–80% della superficie utile interessata. Una progettazione ottimale dell’involucro (ampie superfici vetrate, lucernari, atri interni riflettenti) e dell’interno (colori chiari, arredi che non ostacolano la luce) è necessaria per soddisfare questi requisiti. BREEAM richiede inoltre un’analisi quantitativa (daylight simulation) per verificare il rispetto dei parametri e assegnare i relativi crediti. È importante che tutti gli ambienti rilevanti risultino conformi affinché il/i credito/i daylighting vengano riconosciuti: l’intento è migliorare la luce naturale in tutte le aree occupate pertinenti.

Controllo dell’abbagliamento (Glare Control) Ottenere molta luce naturale è positivo, ma occorre evitare l’abbagliamento diretto del sole o il contrasto eccessivo. BREEAM prescrive una strategia di glare control per tutti gli spazi dove la luce solare o artificiale potrebbe disturbare le attività visive. Ciò può includere dispositivi fissi (brise-soleil, frangisole, pellicole antiriflesso) e mobili (tende o schermature regolabili). Il protocollo richiede che “il potenziale di abbagliamento sia eliminato in tutte le aree rilevanti” e che le schermature massimizzino comunque l’ingresso di luce diffusa. Sono ammessi schermi totalmente opachi per bloccare il sole diretto (es. tende oscuranti a rullo; veneziane ad alta riflettanza esterna). È fondamentale che, in presenza di ampie superfici vetrate, sia sempre previsto un mezzo per filtrare/oscura­re il sole nelle ore critiche, evitando di dover aumentare l’illuminazione artificiale per compensare. La strategia di glare control non deve comportare incrementi di consumo (evitare soluzioni che forzino le luci accese in diurno).

Vista verso l’esterno (View Out) Un criterio di Hea 01 è la vista verso l’esterno: una larga parte degli spazi occupati deve disporre di finestre ampie e prossime alle postazioni, così che gli occupanti vedano l’esterno e beneficino di luce e connessione visiva. In pratica, spesso si richiede che ≥95% della superficie di ogni area occupata abbia vista adeguata (es. distanza ≤7 m da una finestra). La vista è “adeguata” se da seduti l’orizzonte esterno è visibile a 1,2–1,3 m dal pavimento (quota occhi). Ciò aiuta a rilassare/rifocalizzare la vista, riducendo affaticamento. Uffici open-space, aule, sale di disegno dovrebbero prevedere finestre basse e larghe o superfici vetrate trasparenti per massimizzare le viste. Il criterio si applica soprattutto a postazioni fisse (corridoi o locali di passaggio possono essere esclusi).

Livelli di illuminamento e qualità luminosa BREEAM richiede conformità agli standard di buona pratica. In Europa: EN 12464-1:2021 (Illuminazione dei posti di lavoro – Interni), che definisce illuminamenti medi, UGR, CRI e uniformità per i compiti visivi. Esempi: 500 lx sul piano di lavoro con UGR ≤19 per uffici; 300 lx per aree con videoterminali (richiamo CIBSE LG7). Il progetto deve raggiungere i lux richiesti, con uniformità e controllo dell’abbagliamento. In verifica, possibili simulazioni o misure. Per la qualità spettrale, CRI ≥80 (superiore dove critico) è best practice consolidata.

Flicker e alimentazione elettronica BREEAM storicamente richiede componenti che eliminino lo sfarfallio percepibile. Con LED moderni e driver di qualità, il requisito (ex fluorescenti con reattori HF) è soddisfatto: emissione stabile, senza tremolii, per prevenire affaticamento visivo.

Zonizzazione e controlli per gli occupanti L’illuminazione interna deve essere suddivisa in zone controllabili: l’utente deve poter regolare o almeno on/off su piccole aree (guideline: ~40 m² o ~4 postazioni in open-space). In un ufficio da 200 m², meglio 5–6 zone indipendenti che un unico comando generale. BREEAM valorizza la user controllability (comfort, riduzione sprechi). Nei locali di passaggio/servizio è accettabile l’automatico (sensori) senza controlli manuali locali.

Sensori e gestione intelligente Integrare sensori di presenza (PIR) e sensori diurna migliora efficienza (Ene 01/Ene 03) e comfort (spegnimenti inutili). In spazi intermittenti, i PIR spengono dopo assenza; nelle zone con luce naturale, i daylight sensor consentono dimming automatico (daylight harvesting). File di apparecchi vicino alle finestre si attenuano con il sole, evitando sprechi e eccessi di luce.

 Ene 01 – Prestazione Energetica dell’Edificio (fino a 12 crediti)

Efficienza energetica e ruolo dell’illuminazione Il credito Ene 01 del protocollo BREEAM ha come obiettivo principale la riduzione dei consumi energetici operativi e delle emissioni di CO₂ associate al funzionamento dell’edificio. Esso valuta la prestazione complessiva del fabbricato in termini di efficienza, includendo il contributo di tutti i sistemi tecnici – tra cui l’impianto di illuminazione, che rappresenta una delle principali voci di consumo elettrico negli edifici ad uso terziario. La progettazione illuminotecnica svolge pertanto un ruolo determinante nel raggiungimento di prestazioni energetiche elevate. Un impianto di illuminazione efficiente consente di ridurre in modo significativo il Lighting Power Density (LPD), ottimizzare l’uso della luce naturale e integrare sistemi di controllo intelligenti che modulano la potenza in base alle reali esigenze. BREEAM riconosce tali strategie come elementi fondamentali per il conseguimento dei crediti Ene 01, che incidono in maniera diretta sulla classificazione energetica e sul punteggio finale della certificazione. In fase progettuale, è necessario dimostrare che la soluzione proposta consenta di ridurre i consumi rispetto a un edificio di riferimento conforme ai requisiti minimi di legge (es. Direttiva EPBD e decreti nazionali di recepimento). Il modello di calcolo energetico deve includere i dati relativi al sistema di illuminazione, comprensivi di efficienza media ponderata dei corpi illuminanti, durata di accensione, profilo di utilizzo e strategie di controllo adottate.

Progettazione dell’illuminazione ad alta efficienza Per ottenere un contributo significativo al credito Ene 01, il progettista illuminotecnico deve adottare una serie di soluzioni mirate all’ottimizzazione del rendimento e alla riduzione delle perdite. In primo luogo, è essenziale utilizzare sorgenti luminose a elevata efficacia (tipicamente LED di ultima generazione con valori ≥ 120 lm/W) e apparecchi che assicurino una buona gestione termica e un driver elettronico ad alta efficienza (≥90%). Gli apparecchi devono essere selezionati tenendo conto non solo dell’efficacia iniziale, ma anche della manutenzione del flusso luminoso (L80 o L90), per garantire prestazioni costanti nel tempo e un corretto dimensionamento dei livelli di illuminamento medio mantenuto. È buona pratica progettuale adottare una densità di potenza installata contenuta: per ambienti d’ufficio, ad esempio, i valori raccomandati si attestano intorno a 7 W/m², mentre per aree di passaggio e locali tecnici possono essere ridotti a 3–4 W/m². Il rispetto di tali valori, in linea con le raccomandazioni della UNI EN 15193-1:2017 (metodo LENI), contribuisce a dimostrare la conformità del progetto agli obiettivi di BREEAM Ene 01. La progettazione integrata con l’involucro edilizio e la luce naturale rappresenta un ulteriore elemento chiave: l’uso combinato di daylighting e illuminazione artificiale adattiva consente di ridurre i consumi mantenendo i livelli di comfort visivo richiesti da Hea 01. In particolare, le file di apparecchi prossime alle finestre dovrebbero essere controllate da sensori di luminosità (daylight sensors), in modo da attenuare automaticamente il flusso quando la luce naturale risulta sufficiente.

Sistemi di controllo e gestione intelligente Oltre alla qualità delle sorgenti, BREEAM enfatizza l’importanza dei sistemi di controllo intelligenti che regolano il funzionamento dell’illuminazione in funzione della presenza e dell’apporto di luce diurna. Le strategie di controllo consigliate includono:

  • Sensori di presenza (PIR o HF) per l’accensione automatica solo in presenza di utenti e lo spegnimento in assenza di movimento dopo un intervallo temporale definito;
  • Sensori di luce diurna, che regolano il livello di dimming in base alla quantità di illuminamento naturale disponibile;
  • Programmazioni orarie o timer astronomici per garantire lo spegnimento delle luci fuori orario di utilizzo;
  • Comandi manuali o digitali di zona, che consentano agli occupanti di gestire autonomamente le luci di un’area circoscritta (es. 4 postazioni o ~40 m²).

L’integrazione di tali dispositivi consente una regolazione dinamica della luce (“light-on-demand”), garantendo un comfort visivo costante e riducendo il consumo di energia. In ambienti di uso intermittente (sale riunioni, corridoi, bagni), l’uso di controlli automatici può portare a riduzioni fino al 40% dei consumi rispetto ad accensioni fisse. I sistemi di gestione più avanzati, come DALI-2, KNX o BACnet, permettono inoltre la comunicazione bidirezionale tra i dispositivi e il sistema di supervisione (BMS), consentendo di monitorare in tempo reale lo stato degli apparecchi, raccogliere dati di consumo e applicare strategie di ottimizzazione energetica automatica. Questa integrazione è particolarmente valorizzata da BREEAM in sinergia con il credito Ene 02 (Energy Monitoring).

Verifica delle prestazioni e modellazione energetica Ai fini della certificazione, BREEAM richiede di documentare il contributo dell’impianto di illuminazione alla prestazione complessiva dell’edificio mediante un modello energetico dettagliato, basato su simulazioni conformi agli standard nazionali. In Italia, il riferimento principale è la UNI/TS 11300-1 e -2, integrata dal metodo LENI per la parte illuminotecnica. Quest’ultimo calcola l’indice di consumo energetico per l’illuminazione (kWh/m²·anno) tenendo conto dei tempi di accensione, dei fattori di utilizzo e delle strategie di controllo adottate. La verifica può essere eseguita con software certificati o tramite report specifici che dimostrino:

  • la potenza installata totale e la media per metro quadro;
  • la differenza percentuale di consumo rispetto all’edificio di riferimento;
  • l’uso di tecnologie LED conformi agli standard ENEC/CEI EN 60598;
  • la presenza di controlli intelligenti con schemi logici e diagrammi di funzionamento.

L’ottenimento dei crediti Ene 01 è proporzionale al grado di riduzione del consumo energetico rispetto al baseline: in edifici altamente performanti si possono ottenere punteggi equivalenti a una riduzione del 25–40% dei consumi totali rispetto al minimo normativo.

Ene 02 – Monitoraggio dei Consumi Energetici (Energy Monitoring) (fino a 2 crediti)

Obiettivo e importanza del monitoraggio energetico Il credito Ene 02 – Energy Monitoring del protocollo BREEAM è dedicato al tema del monitoraggio dei consumi energetici, considerato uno strumento essenziale per garantire che l’edificio mantenga nel tempo le prestazioni previste in fase di progetto. Il principio di fondo è che “ciò che non si misura non si può migliorare”: la sola progettazione di un impianto efficiente non assicura di per sé un basso consumo se non è supportata da un sistema di controllo che consenta di analizzare, verificare e correggere i comportamenti di utilizzo nel tempo. Nel contesto illuminotecnico, il monitoraggio consente di: 1) quantificare l’effettivo consumo elettrico degli apparecchi e dei driver; 2) individuare anomalie o accensioni non necessarie; 3) ottimizzare le logiche di controllo in base agli orari di utilizzo reali; 4) pianificare la manutenzione predittiva in funzione delle ore di funzionamento. BREEAM richiede che i consumi elettrici dell’illuminazione siano misurati separatamente rispetto ad altri servizi (riscaldamento, raffrescamento, prese, ascensori, ecc.), così da rendere possibile una valutazione specifica e puntuale del comportamento energetico del sistema luce.

Struttura del sistema di monitoraggio Un progetto illuminotecnico conforme a Ene 02 deve prevedere una architettura di misura articolata e leggibile, in grado di fornire dati utili alla gestione. Il sistema deve includere:

  • sottocontatori dedicati all’illuminazione, installati nei quadri elettrici di zona o di piano;
  • un sistema di raccolta dati centralizzato, integrato nel Building Management System (BMS) o in una piattaforma equivalente;
  • interfacce di comunicazione standardizzate, come DALI-2, KNX, Modbus o BACnet, per consentire il dialogo tra i dispositivi di misura e i sistemi di controllo;
  • un cruscotto energetico (dashboard) che consenta di visualizzare in tempo reale i consumi e di generare report periodici (giornalieri, settimanali, mensili).

La separazione dei circuiti di illuminazione è un requisito chiave: in edifici complessi, BREEAM raccomanda di suddividere i circuiti per funzione d’uso o zona (es. uffici, aree comuni, locali tecnici, illuminazione esterna), in modo che eventuali scostamenti siano facilmente identificabili. Il livello di dettaglio richiesto deve consentire al gestore di individuare rapidamente quali aree o apparecchiature presentano consumi anomali o inefficienze.

Rilevazione e trasmissione dei dati Per garantire un monitoraggio efficace, BREEAM richiede che i dati energetici siano: rilevati automaticamente, senza necessità di interventi manuali frequenti; registrati con frequenza regolare (preferibilmente oraria o sub-oraria); trasmessi e archiviati in un sistema accessibile ai responsabili della gestione energetica. Un impianto di illuminazione moderno basato su DALI-2 o su protocolli equivalenti consente di rilevare non solo l’energia consumata, ma anche parametri avanzati come: ore di accensione e livello medio di dimming; stato dei singoli apparecchi (guasti, disconnessioni, superamento soglie termiche); profilo di utilizzo nel tempo. Queste informazioni sono fondamentali per effettuare un’analisi comparativa tra il comportamento previsto in progetto e quello reale in esercizio, e per calibrare le logiche di controllo (ad esempio, regolare la soglia di sensibilità dei sensori di presenza o la curva di dimming in base alla luminosità naturale).

Integrazione con il Building Management System (BMS) BREEAM valorizza fortemente l’integrazione del monitoraggio energetico con un sistema di gestione automatizzata dell’edificio (BMS). Attraverso il BMS è possibile: controllare in modo coordinato illuminazione, HVAC, tende e schermature; correlare i dati energetici con quelli ambientali (temperatura, CO₂, illuminamento naturale); attivare strategie adattive di ottimizzazione (es. riduzione dell’intensità luminosa quando i livelli di CO₂ o la temperatura indicano bassa occupazione); generare report di sintesi automatici, che permettono di verificare il rispetto delle prestazioni energetiche previste in Ene 01. Per essere pienamente conforme, il sistema di monitoraggio deve consentire la consultazione dei dati da parte del gestore o del facility manager, includendo una formazione operativa per l’uso dell’interfaccia e l’interpretazione delle metriche. Questo requisito si collega direttamente al credito Man 04 – Commissioning and Handover, che impone di consegnare al committente un manuale operativo e manutentivo (O&M) contenente anche le procedure di monitoraggio.

Documentazione e verifiche richieste Per la verifica del credito Ene 02, BREEAM richiede la presentazione di una serie di evidenze tecniche che attestino la presenza e la funzionalità del sistema di misura. Tra i principali documenti richiesti:

  • schemi unifilari dell’impianto con indicazione dei punti di misura e dei sottocontatori;
  • diagramma funzionale del sistema di acquisizione dati;
  • specifiche tecniche dei contatori (classe di precisione, protocollo di comunicazione);
  • manuale d’uso e manutenzione del sistema di monitoraggio;
  • report di formazione fornito al personale di gestione;
  • dichiarazione del progettista o del system integrator attestante la conformità ai requisiti di Ene 02.

In fase di audit, l’assessore BREEAM può richiedere la dimostrazione pratica della lettura dei dati o la visualizzazione di un estratto del cruscotto energetico, per verificare che il sistema sia operativo e utilizzabile.

 

Ene 03 – Illuminazione Esterna (1 credito)

Efficienza e controllo dell’illuminazione outdoor Il credito Ene 03 – External Lighting del protocollo BREEAM ha come obiettivo principale la riduzione dei consumi energetici associati ai sistemi di illuminazione esterna, incoraggiando l’impiego di apparecchi ad alta efficienza e di sistemi di controllo automatico in grado di adattare il flusso luminoso alle effettive esigenze di sicurezza e fruizione. Questo credito si applica a tutte le sorgenti luminose collocate all’esterno del volume edilizio riscaldato, ovvero illuminazioni di facciata, accessi, percorsi pedonali, vialetti carrabili, parcheggi e aree di servizio. BREEAM distingue in modo chiaro l’illuminazione esterna funzionale, legata alla sicurezza e alla mobilità, da quella puramente decorativa o architettonica, che – se non giustificata da motivi di sicurezza – è scoraggiata e può compromettere l’ottenimento del credito. L’obiettivo è garantire la quantità di luce necessaria e nulla di più, riducendo l’impatto energetico e assicurando al contempo comfort visivo, orientamento e sicurezza notturna.

Criteri di efficienza luminosa Per risultare conforme, l’illuminazione esterna deve essere progettata con apparecchi LED di ultima generazione e garantire un’elevata efficacia luminosa media iniziale, pari ad almeno 70 lumen per watt (lm/W), calcolata come valore medio ponderato sull’intero impianto. Tale soglia rappresenta un requisito minimo, ma nella pratica gli apparecchi LED moderni per uso esterno (es. lampioni stradali, proiettori asimmetrici o bollard schermati) raggiungono valori compresi tra 100 e 150 lm/W, assicurando un ampio margine di prestazione. L’obiettivo non è solo ridurre il consumo elettrico, ma anche garantire durabilità e manutenzione semplificata, grazie a LED con lunga vita utile (≥ 100.000 ore L80B10) e driver ad alta efficienza. La scelta della distribuzione fotometrica riveste un ruolo strategico: apparecchi con ottiche asimmetriche, vetro piano e ULR=0% permettono di orientare la luce solo sulle superfici da illuminare, riducendo sprechi e dispersioni verso l’alto o oltre i confini del sito. Questo approccio tecnico si collega direttamente al credito Pol 04, relativo al contenimento dell’inquinamento luminoso.

Sistemi di controllo e temporizzazione BREEAM richiede che ogni impianto di illuminazione esterna sia dotato di dispositivi automatici di controllo, capaci di evitare l’accensione in condizioni non necessarie e di adattare il funzionamento all’effettivo utilizzo dell’area. I controlli ammessi includono:

  • Sensori crepuscolari, che attivano l’impianto solo quando il livello di illuminamento naturale scende sotto una soglia prestabilita (tipicamente 20–50 lux);
  • Timer astronomici, che regolano accensione e spegnimento in base all’ora legale e alla posizione geografica;
  • Sensori di presenza (PIR o radar), utilizzabili in parcheggi, viali secondari e aree di passaggio sporadico, in grado di portare i livelli luminosi al 100% solo in presenza di persone o veicoli;
  • Sistemi di dimming programmato, che riducono il flusso luminoso a una frazione del valore nominale (ad esempio 30%) nelle ore di basso traffico.

In linea con la buona pratica illuminotecnica definita dall’ILP (Institute of Lighting Professionals), BREEAM prevede che tutte le luci non essenziali siano spente o attenuate tra le 23:00 e le 07:00, salvo esigenze di sicurezza. Le uniche eccezioni ammesse riguardano:

  • illuminazioni di emergenza o di sicurezza permanenti, necessarie per la sorveglianza o per motivi antintrusione;
  • insegne obbligatorie per ragioni normative o di sicurezza stradale.

In tal caso, anche le luci di sicurezza dovranno essere ottimizzate, ad esempio mantenendo un livello minimo di flusso o limitando la loro estensione al perimetro strettamente necessario.

Illuminamento funzionale e verifica progettuale La progettazione illuminotecnica deve garantire che i livelli di illuminamento siano adeguati allo scopo, evitando sovradimensionamenti. Per aree pedonali, parcheggi e accessi, i valori di riferimento sono quelli indicati dalla UNI EN 12464-2:2014 – Illuminazione dei posti di lavoro esterni, che stabilisce i livelli medi, le uniformità e i limiti di abbagliamento per ogni tipologia di ambiente. Ad esempio:

  • 5–10 lux per camminamenti e parcheggi residenziali;
  • 20 lux per ingressi principali e aree di carico;
  • 50 lux per zone di attività specifica o di sorveglianza.

È buona norma progettuale non superare i livelli minimi raccomandati, in quanto un’eccessiva illuminazione esterna aumenta i consumi e l’impatto ambientale. Il calcolo deve essere eseguito mediante software di simulazione fotometrica (Dialux, Relux, Litestar), documentando i valori di illuminamento, uniformità e luminanza. In sede di audit, BREEAM richiede la presentazione dei report di calcolo e delle schede tecniche di ciascun apparecchio installato.

Casi particolari e esclusioni Nel caso in cui un progetto non preveda illuminazione esterna o si limiti a quella necessaria per motivi di sicurezza minima, BREEAM consente di ottenere il credito per default, a condizione che la scelta sia giustificata e non comprometta la fruibilità o la conformità alle normative locali. Ad esempio, un edificio residenziale in area privata con accesso interno ben illuminato può evitare l’installazione di lampioni esterni e ottenere comunque il credito, purché documenti l’assenza di rischi per gli utenti e la conformità alle disposizioni di sicurezza. Viceversa, se il progetto mantiene impianti esistenti non conformi, essi devono essere adeguati agli standard di efficienza e controllo: non è ammesso includere apparecchi obsoleti o con sorgenti a scarica (es. sodio o alogeni metallici) senza aggiornamento tecnologico.

 

Pol 04 – Riduzione dell’Inquinamento Luminoso Notturno (1 credito)

Obiettivo e principi generali Il credito Pol 04 – Reduction of Night-time Light Pollution del protocollo BREEAM si propone di limitare l’impatto ambientale dell’illuminazione esterna notturna, salvaguardando la qualità del cielo stellato, la percezione naturale del paesaggio e il benessere delle comunità umane e animali. L’inquinamento luminoso è definito come l’emissione di luce artificiale al di fuori delle aree e delle direzioni per cui è necessaria, con conseguente dispersione verso l’alto o verso zone non pertinenti (spill light). BREEAM, in coerenza con i principi dell’Institute of Lighting Professionals (ILP) e della Commission Internationale de l’Éclairage (CIE), promuove una progettazione che garantisca efficienza, direzionalità e controllo ottico, evitando abbagliamenti e dispersioni che alterino la visione notturna e interferiscano con l’ecosistema. Il credito si applica a tutte le sorgenti esterne permanenti all’interno del confine di progetto, incluse quelle installate per sicurezza, viabilità, arredo urbano o valorizzazione architettonica. Nel caso in cui l’edificio non preveda illuminazione esterna superflua o non funzionale, il credito può essere ottenuto per default, purché tale scelta sia giustificata e non comprometta la sicurezza degli utenti.

Ambito e logica progettuale BREEAM adotta un approccio basato sulla valutazione quantitativa dell’impatto luminoso, richiedendo che la progettazione rispetti i limiti di luminanza e illuminamento definiti da documenti tecnici autorevoli come:

  • ILP GN01:2021 – Guidance Notes for the Reduction of Obtrusive Light, riferimento principale del protocollo;
  • CIE 150:2017 – Guide on the Limitation of the Effects of Obtrusive Light, che definisce i parametri fotometrici e le metodologie di valutazione;
  • CIE 126:1997 – Guidelines for Sky Glow Calculations, relativa alla dispersione verso il cielo;
  • UNI 10819:2021, per il contesto normativo italiano, e DM 27/09/2017 (CAM Illuminazione Pubblica), per analogia ai criteri ambientali minimi.

Queste linee guida classificano il territorio in zone ambientali (da E0 a E4) in funzione della sensibilità luminosa del contesto:

  • E0 – Aree astronomiche o di protezione ambientale (assenza di luce artificiale);
  • E1 – Aree naturali o rurali (bassa luminanza);
  • E2 – Periferie e zone residenziali;
  • E3 – Aree urbane standard;
  • E4 – Centri cittadini o commerciali ad alta luminosità.

Ogni categoria prevede limiti massimi per i seguenti parametri:

  • ULR (Upward Light Ratio): percentuale di flusso emesso sopra l’orizzontale;
  • Ev (Vertical Illuminance): illuminamento verticale massimo ammesso su finestre di edifici adiacenti;
  • L (Luminance): luminanza apparente della sorgente verso osservatori lontani;
  • TI (Threshold Increment): incremento percentuale di abbagliamento ammesso per guidatori o pedoni.

Strategie di riduzione della dispersione luminosa Un progetto illuminotecnico conforme a Pol 04 deve dimostrare che la luce è diretta solo dove serve, con emissione nulla o trascurabile verso l’alto e verso aree non funzionali. Le principali strategie da adottare includono:

  1. Uso di apparecchi full cut-off, con vetro piano orizzontale e ULR = 0%, che impediscono l’emissione sopra l’orizzontale.
    Questi apparecchi garantiscono che l’intero flusso luminoso sia orientato verso il suolo, riducendo sia lo sky glow (chiarore del cielo) sia lo spill light.
  2. Controllo dell’inclinazione (tilt): proiettori e fari devono essere installati con angolo di tilt ≤ 10°, salvo documentata necessità.
    L’inclinazione eccessiva è tra le principali cause di dispersione e abbagliamento.
  3. Schermi e visiere antiabbagliamento: accessori ottici che limitano l’emissione laterale e riducono la visibilità diretta della sorgente da punti esterni al sito.
  4. Regolazione temporale e spegnimento notturno: tutte le luci non di sicurezza devono essere spente o attenuate tra le 23:00 e le 07:00. Il funzionamento deve essere gestito tramite timer astronomico, sensore crepuscolare o logiche integrate nel BMS, garantendo l’accensione solo nelle ore necessarie.
  5. Limitazione del flusso e del contrasto: evitare differenze eccessive di luminanza tra aree contigue e controllare il valore di TI entro i limiti ILP/CIE (es. TI ≤ 10–15% in E2). L’uso di apparecchi a bassa luminanza (cd/m²) migliora il comfort visivo e riduce la percezione di abbagliamento.
  6. Temperatura di colore moderata: scegliere LED con CCT ≤ 3000 K, per ridurre la componente blu dello spettro responsabile di dispersione Rayleigh e disturbo per la fauna notturna.

Criteri di verifica e documentazione Per dimostrare la conformità ai requisiti di Pol 04, il lighting designer deve fornire:

  • Relazione tecnica con descrizione dei criteri progettuali adottati (ULR, controllo abbagliamento, orari, temperatura di colore);
  • Simulazioni fotometriche che evidenzino i livelli di illuminamento verticale ai confini del sito e le luminanze dirette visibili;
  • Diagrammi di distribuzione fotometrica (curve I–γ) degli apparecchi utilizzati;
  • Schede tecniche con dichiarazione ULR e classificazione ottica;
  • Schema funzionale dei controlli orari e sensori di presenza;
  • Mappa ambientale con indicazione della zona E0–E4 di riferimento, ricavata da documentazione ufficiale o analisi ambientale.

Durante la verifica, l’assessore BREEAM può richiedere la dimostrazione del funzionamento dei controlli automatici (es. test del sensore crepuscolare o simulazione oraria) e la conferma documentata che gli apparecchi installati rispettino i limiti di emissione indicati.

Interrelazione con altri crediti Il credito Pol 04 opera in stretta sinergia con Ene 03 – Illuminazione esterna, che si concentra sull’efficienza energetica. In pratica, i due criteri sono complementari:

  • Ene 03 valuta quanto consumo energetico è necessario per illuminare le aree esterne;
  • Pol 04 verifica come e dove viene distribuita la luce, assicurando che essa non fuoriesca dal campo utile.

Un impianto conforme a Pol 04 è quasi sempre conforme anche a Ene 03, poiché la riduzione della dispersione luminosa implica un uso più efficiente del flusso e, conseguentemente, un minor consumo. Viceversa, un progetto energeticamente efficiente ma con proiettori inclinati o sorgenti non schermate non soddisfa Pol 04 e non contribuisce alla sostenibilità ambientale.

Oltre ai crediti BREEAM che trattano in modo diretto gli aspetti di comfort visivo, efficienza energetica e inquinamento luminoso (Hea 01, Ene 01–03, Pol 04), esistono ulteriori crediti che — pur non essendo primariamente dedicati alla luce — coinvolgono il lighting design in forma complementare o trasversale. Questi criteri influenzano la coerenza ambientale complessiva del progetto e richiedono un coordinamento tra il progettista illuminotecnico, il team energetico e le figure responsabili di sostenibilità. Essi riguardano temi come il comfort termo-visivo, la sicurezza degli spazi esterni, la mobilità sostenibile, la taratura e verifica dell’impianto, la gestione del ciclo di vita dei materiali e la valorizzazione dell’innovazione. L’integrazione consapevole di tali requisiti consente di:

  • consolidare la sinergia tra prestazione luminosa e comfort ambientale;
  • favorire la manutenzione efficiente e il monitoraggio in esercizio;
  • rafforzare il punteggio complessivo BREEAM con contributi tecnici e percettivi derivanti dal lighting design.

I crediti analizzati di seguito non richiedono necessariamente simulazioni fotometriche, ma implicano documentazioni di conformità, verifiche funzionali e scelte progettuali coerenti con la filosofia di sostenibilità promossa dal protocollo. I principali crediti in-diretti da considerare in un progetto illuminotecnico BREEAM sono:

 Hea 04 – Thermal Comfort (1 credito) riguarda la valutazione del comfort termico percepito dagli occupanti, in relazione alla temperatura operativa degli ambienti. Pur non essendo un credito direttamente illuminotecnico, BREEAM richiede che le fonti di calore e radiazione luminosa non generino discomfort termico o asimmetrie radianti. Dal punto di vista del lighting design, ciò implica particolare attenzione a:

  • la temperatura di colore correlata (CCT) e l’effetto percettivo di “calore visivo” prodotto da sorgenti a tonalità calde (<3000 K);
  • il fattore di riflessione delle superfici, che influisce sulla distribuzione luminosa e sulla sensazione termica radiante;
  • il contributo termico dei corpi illuminanti, trascurabile con tecnologia LED ma da considerare nei retrofit di impianti tradizionali.

La progettazione deve garantire che la luce contribuisca al comfort ambientale complessivo, senza generare disturbi o  surriscaldamenti localizzati.

Hea 06 – Security Lighting (1 credito) rientra nella categoria Health & Wellbeing e riguarda la sicurezza percepita degli utenti negli spazi esterni. BREEAM prevede l’adozione di un’illuminazione esterna dedicata per ingressi, percorsi pedonali, parcheggi o aree comuni, in grado di assicurare visibilità e riconoscibilità notturna. Il progetto deve essere coerente con il credito Pol 04, garantendo: assenza di abbagliamento diretto o diffuso; limitazione della dispersione luminosa; uniformità dei livelli di illuminamento per evitare zone d’ombra o contrasti eccessivi. Il lighting designer deve definire i livelli minimi di illuminamento verticale per il riconoscimento facciale e la sicurezza personale, in conformità a: CIE 136:2000 – Guide to Lighting for Security, BS 5489-1 – Road lighting – Part 1: Design of lighting for roads and public amenity areas.

Tra 01 – Transport Assessment and Travel Plan (fino a 2 crediti) mira a promuovere una mobilità sostenibile e sicura per pedoni e ciclisti. Sebbene non direttamente connesso alla luce, l’illuminazione dei percorsi pedonali e ciclabili contribuisce alla sicurezza notturna, alla leggibilità del percorso e alla fruibilità dello spazio urbano. Il lighting designer può supportare il raggiungimento del credito garantendo: livelli di illuminamento adeguati per percorsi pedonali e ciclabili, uniformità e continuità luminosa tra aree pubbliche e private, riduzione dell’abbagliamento e rispetto dei limiti di Pol 04. Le norme tecniche di riferimento includono: EN 13201-2:2015 – Illuminazione stradale – Classi illuminotecniche di progetto; EN 12464-2:2014 – Illuminazione dei posti di lavoro – Esterni.

Man 04 – Commissioning and Handover (fino a 4 crediti) richiede la verifica funzionale e la messa in servizio degli impianti tecnici, inclusi l’illuminazione e i sistemi di controllo. È obbligatorio eseguire un commissioning plan che assicuri la corretta taratura dei dispositivi, la conformità dei livelli di luce e la programmazione dei sensori. Per la parte illuminotecnica, il progettista deve garantire: il collaudo fotometrico e funzionale dell’impianto; la verifica dei settaggi di dimming, presenza e luce diurna; la consegna al committente del Manuale O&M (Operation & Maintenance) con i parametri di programmazione; una sessione formativa per il personale di gestione. Questo credito rafforza i requisiti di Ene 02 – Energy Monitoring e Hea 01 – Visual Comfort, assicurando che le prestazioni progettate siano mantenute in esercizio.

Man 05 – Aftercare (fino a 3 crediti) introduce un sistema di verifica post-occupazionale volto a monitorare il funzionamento reale degli impianti e la soddisfazione degli utenti. Riguarda anche la luce, richiedendo la valutazione del comfort visivo percepito e la raccolta di feedback dagli occupanti. Per conseguire il credito, il gestore o il progettista deve: condurre una Post-Occupancy Evaluation (POE) a distanza di 6–12 mesi; verificare il mantenimento dei livelli di comfort luminoso (illuminamento, abbagliamento, uniformità); analizzare eventuali scostamenti tra simulazione e realtà. In edifici con rating Excellent o Outstanding, questa fase è fondamentale per validare le performance dichiarate e migliorare le strategie di controllo o manutenzione.

Mat 01 – Life Cycle Impacts (punteggio variabile) valuta l’impatto ambientale dei materiali utilizzati nell’edificio lungo il loro intero ciclo di vita. Quando l’impianto di illuminazione è incluso nell’analisi LCA (Life Cycle Assessment), occorre considerare: i materiali dei corpi illuminanti (alluminio, policarbonato, vetro, acciaio); la durata utile delle sorgenti LED e il numero di sostituzioni previste; la possibilità di riciclo e aggiornamento dei componenti ottici o elettronici. La scelta di apparecchi smontabili, aggiornabili e con componenti riciclabili contribuisce a migliorare il punteggio del credito, in coerenza con i principi di Circular Economy promossi da BREEAM.

Wst 01 – Construction Waste Management (punteggio variabile) promuove la riduzione e gestione sostenibile dei rifiuti di cantiere, inclusi i RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Il progetto illuminotecnico deve includere indicazioni per: il recupero e corretto smaltimento dei corpi illuminanti dismessi; la separazione dei materiali in fase di disinstallazione; la restituzione dei componenti al produttore o al circuito RAEE autorizzato. Nei progetti di riqualificazione, è buona pratica redigere un piano di smontaggio e riutilizzo degli apparecchi esistenti, documentando le quantità e i flussi di rifiuti previsti.

Inn 01 – Innovation consente di ottenere fino a 10 punti aggiuntivi premiando soluzioni che superano gli standard minimi BREEAM. Nell’ambito illuminotecnico, sono riconosciute come innovative le strategie che introducono: sistemi circadiani basati su metriche melanopiche (EML o MEDI), conformi alla CIE S 026:2018; smart lighting adaptive con algoritmi predittivi o intelligenza artificiale; materiali ottici sostenibili (riciclati, biocompatibili) o involucri luminosi dinamici che contribuiscono al comfort percettivo; soluzioni human-centric derivate dal protocollo WELL. Il credito valorizza progetti che integrano ricerca, innovazione tecnologica e qualità percettiva, generando benefici sia ambientali sia cognitivi.

Nel panorama internazionale, BREEAM si affianca ad altri protocolli volontari come LEED e WELL. Pur condividendo con LEED la struttura a crediti e l’obiettivo di migliorare le prestazioni ambientali, BREEAM si distingue per un approccio più equilibrato che unisce efficienza energetica e attenzione al benessere degli occupanti. WELL, invece, si concentra esclusivamente sugli aspetti di salute e comfort umano, risultando complementare agli standard ambientali. L’integrazione tra BREEAM, LEED e WELL consente di affrontare in modo olistico la sostenibilità dell’ambiente costruito, combinando la responsabilità ecologica con la centralità dell’esperienza umana.

In conclusione, BREEAM rappresenta uno strumento essenziale per i progettisti illuminotecnici e ambientali, poiché favorisce una visione interdisciplinare e scientificamente fondata della progettazione sostenibile, orientata a edifici efficienti, confortevoli e rispettosi dell’ambiente.

Altri articoli Lighting

Altri articoli Lighting

Questa sezione raccoglie un corpo organico di approfondimenti teorici, scientifici e progettuali dedicati alla teoria della luce applicata al lighting design, affrontando in modo sistematico il rapporto complesso tra fenomeno luminoso, percezione visiva e progetto dello spazio. I contenuti sviluppano i fondamenti fisici della luce, la comprensione dei meccanismi della visione umana, le differenze tra illuminamento fotopico e melanopico e l’impatto biologico della luce artificiale, integrando metriche avanzate e criteri di lettura contemporanei.

La pagina esplora inoltre il funzionamento delle sorgenti LED, le implicazioni spettrali e percettive della luce a stato solido, l’evoluzione dei criteri di resa cromatica e il ruolo crescente della luce come sistema informativo e percettivo, capace di influenzare comportamento, comfort e qualità dell’esperienza spaziale.
Ampio spazio è dedicato al quadro normativo e tecnico di riferimento, agli standard internazionali, ai protocolli di sostenibilità e ai sistemi di controllo, intesi come strumenti essenziali per una progettazione rigorosa, misurabile e coerente.

Nel suo insieme, la sezione restituisce una visione della teoria della luce come base culturale e operativa del progetto illuminotecnico, in cui conoscenza scientifica, consapevolezza percettiva e metodo progettuale convergono per guidare il lighting designer nella costruzione di spazi equilibrati, leggibili e qualitativamente significativi.

Questa sezione raccoglie un corpo organico di approfondimenti teorici, scientifici e progettuali dedicati alla teoria della luce applicata al lighting design, affrontando in modo sistematico il rapporto complesso tra fenomeno luminoso, percezione visiva e progetto dello spazio. I contenuti sviluppano i fondamenti fisici della luce, la comprensione dei meccanismi della visione umana, le differenze tra illuminamento fotopico e melanopico e l’impatto biologico della luce artificiale, integrando metriche avanzate e criteri di lettura contemporanei.

La pagina esplora inoltre il funzionamento delle sorgenti LED, le implicazioni spettrali e percettive della luce a stato solido, l’evoluzione dei criteri di resa cromatica e il ruolo crescente della luce come sistema informativo e percettivo, capace di influenzare comportamento, comfort e qualità dell’esperienza spaziale.
Ampio spazio è dedicato al quadro normativo e tecnico di riferimento, agli standard internazionali, ai protocolli di sostenibilità e ai sistemi di controllo, intesi come strumenti essenziali per una progettazione rigorosa, misurabile e coerente.

Nel suo insieme, la sezione restituisce una visione della teoria della luce come base culturale e operativa del progetto illuminotecnico, in cui conoscenza scientifica, consapevolezza percettiva e metodo progettuale convergono per guidare il lighting designer nella costruzione di spazi equilibrati, leggibili e qualitativamente significativi.

WEEL Building Standard v2: il ruolo della luce tra salute, comfort e prestazioni Dai prerequisiti obbligatori L01–L02 ai crediti L03–L09, la progettazione illuminotecnica diventa strumento centrale di benessere negli spazi certificati WELL WELL Building Standard v2 è un protocollo internazionale di certificazione che valuta la qualità degli ambienti costruiti sulla base del loro impatto sulla salute e sul benessere delle persone. Strutturato in dieci concetti chiave – tra cui aria, acqua, alimentazione, movimento e materiali – il protocollo dedica un…
Protocollo-LEED-Efficienza-Energetica-e-Ambientale-degli-Edifici-copertina
Protocollo LEED: Efficienza Energetica e Ambientale degli Edifici Analisi delle Categorie LEED e delle Normative per Ridurre l'Inquinamento Luminoso attraverso la Progettazione Luminosa LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) è il principale sistema di certificazione ambientale per edifici a livello internazionale, sviluppato dal U.S. Green Building Council (USGBC). Si applica a una vasta gamma di progetti, dai nuovi edifici alle ristrutturazioni, dagli interni agli edifici esistenti e ai quartieri (tramite i sistemi BD+C, ID+C, O+M, ND, Homes). Ogni sistema…
LEED, WELL e BREEAM: Standard, protocolli e certificazioni per la progettazione della luce Linee guida e requisiti progettuali per integrare luce naturale, comfort visivo ed effetti biologici nei protocolli di sostenibilità ambientale L’Illuminazione Centrata sull’Uomo (HCL) rappresenta un paradigma progettuale avanzato che integra i criteri classici dell’illuminotecnica (visibilità, efficienza energetica, estetica) con le più recenti conoscenze sugli effetti non visivi della luce, in particolare sul sistema circadiano umano. La crescente attenzione verso il benessere psicofisico negli ambienti costruiti ha portato…
Progettare-con-la-luce-circadiana-il-potenziale-del-Tunable-White-nellHCL-copertina (1)
Progettare con la luce circadiana: il potenziale del Tunable White nell’HCL Tecnologia, controllo intelligente e layout percettivo per un illuminazione adattiva che segue i ritmi biologici L’evoluzione normativa sull’efficienza energetica negli edifici è in continua evoluzione. La realizzazione pratica di un progetto HCL richiede l’impiego di tecnologie illuminotecniche avanzate e l’adesione a specifiche strategie progettuali dettate da normative e linee guida. La tecnologia Tunable White rappresenta una delle innovazioni fondamentali nell’illuminazione dinamica, consentendo la regolazione continua e flessibile della temperatura…
Human-Centric-Lighting-HCL-I-tre-pilastri-Visivo-Emozionale-e-Biologico-Copertina (1)
Human-Centric Lighting (HCL): I tre pilastri, Visivo, Emozionale e Biologico Comfort visivo, impatto emotivo e sincronizzazione biologica: La nuova frontiera della luce centrata sull’uomo Dalla comprensione degli effetti circadiani della luce emerge con forza la necessità di superare una visione riduttiva e funzionalista dell’illuminazione. Le evidenze scientifiche, i dati clinici e gli sviluppi normativi mostrano chiaramente come la luce, oltre a modellare lo spazio e influenzare la percezione visiva, sia un agente fisiologico attivo, capace di modulare il metabolismo, l’umore,…
Illuminazione-e-Ritmo-Circadiano-Scoperte-Scientifiche-e-Tecnologie-Avanzate-copertina
Illuminazione e Ritmo Circadiano: Scoperte Scientifiche e Tecnologie Avanzate La progettazione illuminotecnica orientata alla salute tra scienza, norma e percezione Dopo aver analizzato la resa cromatica come elemento chiave per la qualità percettiva e sensoriale della luce, appare evidente che il progetto illuminotecnico contemporaneo non può più limitarsi alla sola rappresentazione visiva degli oggetti. La luce, infatti, non è soltanto un veicolo di informazione visiva, ma agisce in profondità sulla biologia umana, modulando processi fisiologici fondamentali. In questo contesto, si…
Oltre-il-CRI-La-Nuova-Era-della-Resa-Cromatica-nella-Luce-Architetturale-copertina
Oltre il CRI: La Nuova Era della Resa Cromatica nella Luce Architetturale Come Rf e Rg ridefiniscono la resa cromatica per una luce progettata sull’esperienza visiva Proseguendo l’analisi sulla qualità percettiva della luce, appare evidente come la resa cromatica, intesa nel senso più ampio e aggiornato del termine, rappresenti una dimensione imprescindibile per una progettazione illuminotecnica consapevole. Se la temperatura di colore stabilisce il tono emotivo e biologico della luce, è la resa cromatica a definire la verosimiglianza percettiva, ovvero…
Dalla Percezione alla Funzione: L’Influenza della Temperatura di Colore sullo Spazio Illuminato Temperatura di colore come linguaggio percettivo: progettare atmosfere, guidare la visione e dare forma allo spazio Dopo aver esplorato le basi scientifiche, i riferimenti normativi e gli strumenti avanzati per descrivere la luce – dallo spettro elettromagnetico ai parametri melanopici, dai diagrammi CIE ai Technical Memoranda dell’IES, fino all’illuminazione allo stato solido (SSL) – ci siamo soffermati sia sull’analisi comparativa tra LED tradizionali e µPLS come nuovo motore…
La-luce-che-informa-rivoluzione-o-rischio-per-il-futuro-dell’illuminazione-copertina
La luce che informa: rivoluzione o rischio per il futuro dell’illuminazione? µPLS e microLED tra innovazione e pericolo di eccesso visivo Storicamente siamo abituati a pensare alla luce artificiale come a qualcosa che illumina e basta. Una lampada stradale ci consente di vedere, un faro di auto rischiara la via, ma non veicola in sé messaggi o informazioni. Ciò sta cambiando: con l’avvento di LED controllabili digitalmente, l’illuminazione può diventare anche mezzo di comunicazione ottica. Un semplice esempio quotidiano sono…
Differenze-tra-LED-tradizionali-e-µPLS-di-Nichia-Dall’auto-alla-città,-il-percorso-del-motore-di-luce-digitale_Copertina
Differenze tra LED tradizionali e µPLS di Nichia: Dall’auto alla città, il percorso del motore di luce digitale Dalla sicurezza stradale alla smart city: µPLS e microLED ad alta risoluzione Negli ultimi decenni la tecnologia di illuminazione ha visto un progresso rapidissimo, passando dalle lampade a incandescenza e alogene alle più efficienti e longeve luci a LED (Light Emitting Diodes). I LED tradizionali, basati su diodi a semiconduttore, hanno rivoluzionato l’illuminazione grazie alla loro elevata efficienza luminosa ed affidabilità, soppiantando…
La-rivoluzione-silenziosa-del-LED-La-crisi-del-vedere-nell’era-dell’illuminazione-a-stato-solido_Copertina
La rivoluzione silenziosa del LED: La crisi del vedere nell’era dell’illuminazione a stato solido Dalla luce diurna alla simulazione elettrica, l’illuminazione digitale ridefinisce la percezione, dissolvendo il legame tra esperienza visiva e comprensione reale Nel nostro immaginario, illuminare è spesso un gesto banale, automatico, privo di complessità: un interruttore, una luce che si accende, una stanza che si rivela. Ma questo gesto apparentemente semplice dissimula una delle trasformazioni più profonde e meno percepite della modernità: la progressiva digitalizzazione del visibile.…
Normative-Tecniche-per-Impianti-Elettrici-e-Illuminazione-negli-Yacht_Copertina
Normative Tecniche per Impianti Elettrici e Illuminazione negli Yacht Sicurezza elettrica, comfort visivo e conformità navale secondo gli standard IEC, ISO, CEI, RINA e DNV. Sicurezza Elettrica e Cablaggio negli Impianti di Bordo Gli impianti elettrici di bordo degli yacht devono soddisfare rigorose normative internazionali per garantire la sicurezza contro folgorazioni, incendi e guasti. La serie IEC 60092 (adottata in Italia come norme **CEI 18-**xx) è il riferimento principale per gli impianti navali, fornendo prescrizioni generali di progettazione e criteri…
010-Principali-Enti-Normativi-e-Linee-Guida-in-Illuminotecnica_Copertina
Principali Enti Normativi e Linee Guida in Illuminotecnica Un quadro completo su norme tecniche, collaborazioni internazionali e documenti chiave per progettare la luce secondo criteri scientifici e prestazionali. CIE (Commissione Internazionale per l’Illuminazione) Ruolo e autorità normativa - La CIE (Commission Internationale de l’Éclairage) è riconosciuta come la principale autorità scientifica internazionale nel campo della luce, del colore e dell’illuminazione. Fondata nel 1913, è un’organizzazione indipendente, non governativa e senza fini di lucro, che opera come ente di riferimento globale…
Standard Lighting Measurements (LM) dell’IES: Codici, Struttura e Implicazioni Progettuali Guida tecnica agli standard LM per la misurazione delle prestazioni fotometriche, cromatiche ed elettriche di LED, moduli e apparecchi di illuminazione. Dopo aver illustrato la funzione dei Technical Memoranda (TM) dell’Illuminating Engineering Society (IES) come strumenti di supporto tecnico orientati all’innovazione e alla definizione di linee guida emergenti, è fondamentale introdurre un'altra categoria normativa centrale nel sistema IES: i documenti contrassegnati dalla sigla LM (Lighting Measurements). Questi standard appartengono alla…
Standard Technical Memoranda (TM) dell’IES: Codici, Struttura e Implicazioni Progettuali Una guida tecnica all’uso e all’interpretazione dei documenti TM nel progetto illuminotecnico Il seguente approfondimento è dedicato ai Technical Memoranda (TM) pubblicati dalla Illuminating Engineering Society (IES), una raccolta di documenti tecnici che definiscono metodologie, criteri di valutazione e linee guida operative su tematiche specifiche ed emergenti nel campo dell’illuminotecnica. Ogni documento è identificato da un codice univoco nel formato ANSI/IES TM-##-YY, in cui l’acronimo TM sta per Technical Memorandum,…
Sistema-Normativo-e-Linee-Guida-Per-Il-Lighting-Designer_Copertina
Normative e Linee Guida Autorevoli in Illuminotecnica: Struttura multilivello e applicazioni progettuali Un sistema normativo complesso per progettare la luce con rigore tecnico e coerenza applicativa L’evoluzione delle sorgenti luminose – in particolare la diffusione capillare dei LED a spettro composito – ha determinato una trasformazione radicale nel modo di progettare, valutare e regolamentare la luce. Come evidenziato nella trattazione sul diagramma CIE 1931, gli strumenti cromatici tradizionali, pur conservando un ruolo storico e normativo, si rivelano oggi insufficienti a…
Transizione-Diagramma-CIE-Standard-TM-30-24_Copertina
Con l'avvento delle sorgenti LED possiamo definire superato il diagramma CIE del 1931? Formalmente no, ma praticamente sì, in molti contesti applicativi. Ora che abbiamo compreso come la distribuzione spettrale della luce influenzi la resa cromatica, la percezione visiva e gli effetti biologici della radiazione luminosa, è necessario introdurre uno strumento fondamentale per rappresentare e quantificare il colore della luce: il diagramma di cromaticità. Per comprendere appieno la percezione del colore nella progettazione illuminotecnica, è di fondamentale importanza partire dal…
Illuminazione Digitale e Percezione Visiva Copertina
Illuminazione Digitale e Percezione Visiva: la Dissoluzione Rapporto Vedere/Comprendere Come la luce elettrica sta trasformando il rapporto tra visione, esperienza e comprensione del mondo Nell’odierna era dell’illuminazione digitale, caratterizzata da schermi luminosi, sensori e sorgenti LED onnipresenti, sta emergendo una crisi del paradigma tradizionale secondo cui vedere equivale a comprendere. Per secoli la luce è stata metafora privilegiata di verità e conoscenza (i “lumi” della ragione, l’illuminazione spirituale): “la luce si presenta come metafora della verità” notava Hans Blumenberg, riflettendo…
Lighting Design e funzionamento dei LED Elettroluminescenza Materiali e Spettro Luminosooria della Luce
Il funzionamento dei LED: Elettroluminescenza, Materiali e Spettro Luminoso Dalla struttura semiconduttiva alla resa cromatica: Come la luce LED prende forma La luce visibile, pur essendo percepita come un fenomeno continuo e unitario, è in realtà composta da una molteplicità di lunghezze d’onda, ciascuna corrispondente a una specifica stimolazione del sistema visivo. La capacità di una sorgente luminosa di garantire una visione naturale e una corretta resa cromatica dipende dalla sua distribuzione spettrale, ovvero da come l’energia luminosa si distribuisce…
Luce Visibile e Spettro Elettromagnetico Principi Fisici per il Lighting Design
Luce Visibile e Spettro Elettromagnetico: Principi Fisici per il Lighting Design Come le lunghezze d’onda influenzano percezione, colore e progettazione della luce Dopo aver esaminato come l’occhio umano si adatti a differenti livelli di illuminazione attraverso le modalità visive fotopica, scotopica e mesopica, e aver approfondito gli effetti non visivi della luce sul sistema melanopico e sull’equilibrio circadiano, è ora necessario compiere un passo indietro per comprendere la natura fisica della luce. Per progettare correttamente la luce, infatti, non basta…
Illuminamento Fotopico vs Melanopico Definizione e Sensibilità Spettrale
Illuminamento Fotopico vs Melanopico: Definizione e Sensibilità Spettrale MEDI, EML e CS. Tre indicatori essenziali per misurare l’impatto circadiano della luce artificiale La percezione della luce varia in base al livello di illuminazione e attiva diversi meccanismi visivi. A seconda della luminanza ambientale, l’occhio umano entra in uno stato di visione fotopica, scotopica o mesopica, ciascuno mediato da specifici fotorecettori e con risposte percettive differenti. Comprendere quale dominante visiva prevale in un dato contesto è essenziale per progettare scenari luminosi…
Percezione Luce Capacità e Limiti Occhio Umano
Percezione della Luce: Le Straordinarie Capacità e i Limiti dell’Occhio Umano Comprendere il funzionamento dell’occhio umano è il primo passo per progettare la luce con consapevolezza L’occhio umano è un organo altamente evoluto, capace di adattarsi a condizioni estreme di illuminazione, distinguere dettagli con altissima precisione, percepire un’ampia gamma cromatica e rilevare movimenti con grande sensibilità. Tuttavia, presenta alcune limitazioni fisiologiche, come la lentezza nell’adattamento al buio, la perdita della percezione cromatica in condizioni di scarsa illuminazione, la sensibilità all’abbagliamento e la minor nitidezza della visione periferica e notturna. Queste…
Lighting Design e Teoria della Luce
Lighting Design e Teoria della Luce Complessità del rapporto tra luce, percezione e progetto ll lighting designer come sviluppa il progetto di illuminazione ? Un attento studio illuminotecnico di quali materie si deve avvalere ? In che modo la progettazione illuminotecnica può migliorare il comfort visivo, ridurre i consumi energetici e valorizzare un ambiente ? Perché è necessario che la luce sia progettata per adattarsi alle diverse attività e funzioni che si svolgono in uno spazio ? Per affrontare queste domande, non basta comprendere i principi fisici che…
MENU